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Una giungla di discariche, l’allarme ripreso dall’alto

Una giungla di discariche, l’allarme ripreso dall’alto

L’elicottero dei carabinieri scopre decine di siti colmi di rifiuti edili e li censisce Ma la repressione si potrà fare soltanto dal basso. Ecco cosa rischia chi inquina

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MASSA. Troppe discariche abusive sul territorio massese. Per questo ieri l’elicottero dei carabinieri ha sorvolato soprattutto le frazioni montane per fare una vera e propria mappatura di questi cumuli di rifiuti. Mappatura che servirà per attaccare dal basso chi butta via, soprattutto materiali edili, senza preoccuparsi di smaltirli come prevede la legge. Quello che viene fuori dalla perlustrazione dall’alto è desolante: i militari si sono accorti che la situazione è peggiore di quella che credevano di trovare.

Perché l’Arma un’idea se l’era già fatta, grazie a una miriade di segnalazioni di cittadini esasperati dagli orrendi cumuli di pietre, mattoni e forse amianto che si trovano sotto il naso tutte le mattine quando si svegliano. Segnalazioni a volte incomplete, tanto da non permettere di individuare i siti. Così i carabinieri sono saliti sull’elicottero e insieme ad altri controlli che dovevano fare hanno censito le discariche. Quelle di una certa rilevanza sono una decina, quasi tutte sono composte da materiali edili, poi ci sono anche vecchi elettrodomestici o mobili.

A gettare gli scarti delle demolizioni sono le piccole ditte che si occupano di muratura. È il modo più conveniente per loro di sbarazzarsi di quella roba senza dover spendere un centesimo. Ma facendo così inquinano e soprattutto infrangono la legge. Tanto che se vengono colti sul fatto rischiano anche il carcere. Ed è proprio sulla flagranza che il comando provinciale dell’Arma sta lavorando. Perché dopo aver individuato i siti adesso viene la fase più difficile dell’operazione che ha come scopo la sicurezza ambientale: pizzicare i colpevoli. E questo lo si può fare soltanto da terra. Anche se l’obiettivo della telecamera ieri ha ripreso un paio di situazioni al limite del legale. E i mezzi che si sono avvicinati alle discariche sono stati individuati. Le targhe sono state fotografate e nel giro di un paio di giorni i titolari verranno convocati in caserma.

Ma per poter contestare tutto, e mandare in carcere chi getta scarti con potenziale tossico (come l’amianto), bisogna sorvegliare le discariche censite ventiquattro ore su ventiquattro. Soltanto con le prove in mano poi si potrà procedere alla fase tre: la repressione. Ma ci vorrà del tempo, probabilmente mesi.

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