Sicurezza
«Sì a questo nuovo modello di sviluppo»
Il sindaco: puntiamo all’armonia fra ambiente e lavoro, azzeccata la scelta di Ge Nuovo Pignone di aprire i cancelli alla città
CARRARA. Tappeto blu sulla banchina Buscaiol, buffet, sala riunioni, terrazza con panorama sul porto. Ieri è stata salutata così,dalle autorità intervenute, l’imminente partenza a bordo della nave Yamato, del maxi modulo per la produzione di energia elettrica su Barrow Island in Australia, dove sono destinati altri 4 gemelli che sono in assemblaggio nello yard di Avenza di Ge Oil & Gas - Nuovo Pignone.
Il sindaco Angelo Zubbani, senza alcun cenno alle polemiche che ancora circolano sulle autorizzazioni e sull’impatto ambientale dell’insediamento in viale Zaccagna, ha detto chiaro e tondo il suo convincimento: «Siamo molto contenti di questo risultato frutto di scelte consapevoli e condivise con la Regione e il governatore Rossi, con tutti gli enti locali, le associazioni, la Porto spa, la Ge Nuovo Pignone. E’ la dimostrazione che nei progetti strategici la sinergia fra pubblico e privato porta ai risultati che si vedono». Ha parlato dei colossi tecnologici destinati all’Australia, che partiranno da Carrara. «Giganti buoni».
Ed ha aggiunto: «Questa è una terra legata la marmo. Da questo porto sono partiti giganti di marmo, non lavorati e lavorati. Una terra che ha saputo cogliere un’opportunità, anche in momenti difficili». Poi ha parlato del rapporto fra Nuovo Pignone e territorio: «La decisione di aprire i cancelli alla città è stata azzeccata. Il progetto ha destato molto interesse, la città ha mostrato voglia di sapere. Mi auguro che il gigante tecnologico e i suoi gemelli gettino un ponte verso il futuro, che ci faccia apprezzare le potenzialità del nostro territorio. Questo è un possibile modello di sviluppo che vogliamo accompagnare in armonia con ambiente e lavoro. Grazie a Ge Nuovo Pignone che ha dato fiducia a Massa Carrara. Gli siamo grati anche per gli investimenti che spero saranno fatti anche in futuro».
Il presidente di Ge Oil & Gas, Dan Heintzelman, ha ringraziato il cliente Chevron, le istituzioni locali, la Regione, la Provincia, i Comuni di Carrara e Massa, la Porto di Carrara. «Il Cantiere di Avenza è riconosciuto nell’industria del gas per la sua efficienza ed eccellenza». Davide Iannucci, responsabile globale di Ge Oil & Gas per le forniture di moduli industriali, ha ricordato che lo yard di viale Zaccagna venne aperto una anno fa. «Due anni fa, parlammo con le autorità locali di quello che allora era poco più di un progetto tridimensionale. Ora c’è l’orgoglio di vedere il modulo sul mare». Il trasporto su strada pubblica del colosso tecnologico è un record, ma di primati, ha detto Iannucci «ce ne sono altri: il livello di sicurezza e salute durante tutta l’attività locale, la cooperazione con le autorità per l’adeguamento delle infrastrutture per il trasporto; un livello di interesse fantastico da parte della cittadinanza».
Ha detto che nell’area informativa allestita nei giorni scorsi in viale Da Verrazzano, il Ge Worlks Cafè, come è stato chiamato, sono stati registrati 3.700 visitatori. Il modulo è stato costantemente in quarantena. Gli altri 4 gemelli completeranno su Barrow Island l’impianto per l’energia elettrica entro l’estate del 2013. Hanno una potenza di 130 Mw ciascuno e alimenteranno i macchinari per l’estrazione e la liquefazione del gas naturale (progetto Gorgon) dei giacimenti al largo dell’Australia. Il secondo modulo targato Ge Nuovo Pignone, dovrebbe uscire dai cancelli di viale Zaccagna tra febbraio e marzo del prossimo anno. Con le stesse procedure di sicurezza che hanno accompagnato il “primogenito” la notte del 3 ottobre scorso lungo il chilometro e mezzo fino al piazzale portuale. E a proposito della sinergia che si è consolidata fra la Porto di Carrara spa e il Nuovo Pignone, questa operazione dei maxi moduli impegna e impegnerà le banchine portuali.
Ma l’amministratore delegato della Porto spa, Filippo Nardi (mai contento), mentre arrivavano le autorità sul tappeto azzurro che copriva la banchina Buscaiol, guardava il mare: «Abbiamo tre navi ferme in rada, in attesa di poter entrare in porto». Infatti l’attracco della nave Yamato (che pesca 5-6 metri, ed è appositamente attrezzata per trasportare carichi da 2.300 tonnellate come il maxi modulo) e le misure di quarantena, impediscono per ora l’accosto di altre navi fra la banchina Buscaiol e la Fiorillo. É poi la cerimonia di ieri ha occupato spazi in banchina. Ma si dice che la partenza della giapponese Yamato sia ormai questione di ore.
«Questo eccezionale imbarco» afferma il presidente dell’Autorità Portuale Francesco Messineo, «dimostra che il valore strategico di un porto, a beneficio dell’economia del territorio che lo ospita, non dipende solo dalle dimensioni delle sue infrastrutture quanto, piuttosto, dall’efficienza della sua organizzazione e delle sue connessioni con i siti produttivi. Se l’area industriale di Carrara non avesse goduto di un simile sbocco a mare, la commessa di General Electric, con le sue notevolissime ricadute in termini di sviluppo economico ed occupazionale, sarebbe stata inevitabilmente destinata ad un altro sito di produzione all’estero».
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