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Caso Raschi, in appello vince il Comune

Caso Raschi, in appello vince il Comune

Legittimo lo stop alla trasformazione di un hotel in appartamenti, “salvo” il Piano strutturale

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MASSA. Il Consiglio di Stato, con decisione depositata martedì scorso ha accolto l'appello proposto dal Comune di Massa e dalla Regione Toscana contro la sentenza con cui il Tar Toscana aveva annullato la deliberazione del consiglio comunale del 9 dicembre 2010 nella parte in cui approvava definitivamente le misure di salvaguardia dettate dall'art. 150 della disciplina di Piano. La sentenza favorevole all’amministrazione Pucci disinnesca una “mina” giuridica che avrebbe potuto far saltare l’intero Piano strutturale.

Si tratta del “caso” Armando Raschi, ossia del titolare dell’hotel Vienna di Ronchi, il quale si era visto bloccare dal Comune la trasformazione dell’albergo in appartamenti.

“Quell’intervento edilizio è incompatibile con le previsioni del Piano strutturale” aveva in sostanza detto l’amministrazione, applicando le norme di salvaguardia a tutela del Piano. Raschi si era perciò rivolto al Tar sostenendo l’illegittimità del provvedimento. E il tribunale amministrativo, nell’agosto 2011, aveva dato ragione all’imprenditore. Sostenendo che “le misure di salvaguardia del Piano non possono produrre un blocco generalizzato e indiscriminato dell’attività edilizia” e aprendo così una falla nel sistema di tutela urbanistica adottato dal Comune (per evitare che le previsioni del Piano venissero vanificate da nuove costruzioni o trasformazioni).

Ora, il Consiglio di Stato rovescia la sentenza di primo grado. Affermando, in particolare, che le esigenze addotte dall’amministrazione a sostegno delle misure di salvaguardia «appaiono ragionevolmente ancorate alla necessità del recupero sul piano turistico ed occupazionale del patrimonio ricettivo presente sul territorio» e che l’articolo 150 del Piano strutturale non dava affatto luogo ad un indiscriminato blocco dell'attività edilizia, ma si limitava ad inibire solamente la sottrazione del patrimonio alberghiero all'attività turistico-ricettiva».Il Consiglio di Stato ha anche “condannato” Raschi al pagamento delle spese legali (10mila euro in tutto). Il Comune era rappresentato dall’avvocato Sergio Menchini; la Regione dall’avvocato Cristiana Carcelli.

«La legittimità dell'operato dell’amministrazione ha dunque trovato piena conferma nella pronuncia del Consiglio di Stato», scrive in una nota il Comune. (c.f.)

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