Attenzione
La cordata Antonini-Corsi fa breccia nei sindacati
Gli imprenditori locali che vorrebbero acquisire Nca hanno illustrato la proposta Cgil, Cisl e Uil: interessante ma aspettiamo il piano industriale e occupazionale
CARRARA. La cordata imprenditoriale Antonini-Corsi, che ha presentato la propria manifestazione di interesse per l’acquisizione del cantiere navale Nca, depositerà entro il 15 ottobre il piano industriale sul tavolo di Invitalia, ma intanto ha avuto ieri mattina un incontro nella sede dell’associazione industriali, con i sindacati confederali,mper illustrare a grandi linee la propria proposta produttiva. E ha destato un certo interesse da parte sindacale.
Erano presenti il segretario della Uil Franco Borghini, quello della Cisl Andrea Figaia e per la Cgil è intervenuto Paolo Gozzani. Mentre era in corso l’incontro, pare che in cantiere ci sia stata una visita di rappresentanti della Tecnomar Admiral, altro soggetto interessato al cantiere, (la prima candidatura era stata quella della Ocean Indipendence).
I sindacati attendono comunque la presentazione del piano indusitrale, e quindi la convocazione del tavolo istituzionale a Roma presso il ministero dello sviluppo economico. Si parla di una temporanea indisposizione del sottosegretario Claudio De Vincenti che segue la vicenda Nca, per cui non c’è ancora una data ufficiale. Forse lunedì 15, e comunque si va alla seconda metà di questo mese.
Il commento di Franco Borghini: «Dal nostro punto di vista è apprezzabile che ci sia un interessamento di aziende locali, con tanti anni di attività alle spalle, ma noi aspettiamo di vedere il piano industriale, anche sotto il profilo occupazionale. Il loro business è diversificato, dalla navalmeccanica, ad altre grandi costruzioni che già fanno; e ritengono di poter garantire lavoro. Ma, al di là di tutti i progetti, noi riteniamo indispendabile anche la presenza in questo percorso di Intivitalia e della Regione: i loro impegni devono essere mantenuti».
«Si, ognuno deve fare la sua parte», concorda Paolo Gozzani confermando l’interesse verso imprenditori del territorio come gli Antonini e i Corsi, «ma la cosa che ci preme è che non venga perso neppure un lavoratore di Nca. Antonini e Corsi ci hanno illustrato un progetto legato a una produzione diversificata, inclusa la navalmeccanica con il mantenimento degli uffici tecnici e di progettazione di Ncae con attenzione alla formazione professionale. Noi sosteniamo da tempo che c’è bisogno di continuità, di politiche industriali, il cantiere esprime professionalità e competenze che non vanno disperse. Inoltre questa cordata ha sinergie con il Nuovo Pignone: ha costruito parte della turbina del maxi modulo».
Andrea Figai parla di «precondizioni interessanti: Antonini e Corsi appartengono a una filiera che garantisce lavoro. Siamo ancora in una fase interlocutoria ma interessante considerando che in un territoro del fuggi-fuggi, c’è chi vuole investire. Comunque, vogliamo vedere il piano industriale e la proposta occupazionale».
Intanto per quanto riguarda la prospettiva di lavoro legata alla Costa Concordia, cioè le due piattaforme che il cantiere potrebbe costruire, l’amministratore Luigi Mor, continua a dire: «Sta andando a buon fine, ma manca l’ufficialità».
Cinzia Carpita
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