Il dolore
Francesco Mallegni a San Caprasio
Il paleontologo dell’università di Pisa parlerà della Sacra Sindone
AULLA. La Sacra Sindone è una reliquia o un'icona? Se questo interrogativo non turba chi ha fede e crede nella Resurrezione, il dibattito tra gli studiosi sulla sua autenticità quale sudario di Cristo è probabilmente destinato a durare ancora a lungo. Un importante contributo viene ora dal paleoantropologo Francesco Mallegni dell'Università di Pisa, che venerdì alle 16, terrà una conferenza dal titolo “La Sindone, un mistero oltre il mistero” presso l'abbazia di San Caprasio. Mallegni ha studiato i resti di 3mila uomini e donne: da Sant'Antonio da Padova a Santa Bona, a San Ranieri; da Giotto al conte Ugolino, a Vespasiano Gonzaga, al papa Gregorio VII, ad Andrea Mantegna. Ma il professor Mallegni in Lunigiana ha analizzato anche i resti di San Caprasio e quelli del cavaliere del 1300, ucciso con un proiettile di balestra, rinvenuto nel castello dell'Aquila, oltre a quelli delle popolazioni medievali del sepolcreto di Aulla. Cosa ha scoperto, analizzando la Sindone, uno scienziato che ha studiato le ossa di più di 3mila persone e considera le spoglie mortali di uomini e donne, illustri o sconosciuti che siano, come resti che hanno una dignità e sono l'archivio biologico della loro vita? La risposta verrà dall'incontro di venerdì.
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