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Pucci: così bloccherò quelle cave

Pucci: così bloccherò quelle cave

Una delibera per escludere Padulello dalle zone in cui è concentita l’escavazione

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MASSA. Tutti dicono che lassù l’attività estrattiva deve cessare. Nessuno, però, è riuscito finora a farlo. Anzi poco più di un mese fa, a fine agosto, la società Cave Sermattei Srl. di Pietrasanta ha ottenuto dal Parco regionale delle Alpi Apuane il nulla osta al progetto di coltivazione di queola cava, la cava Padulello Biagi, che si trova a 1.400 metri sul livello nel mare, sulle pendici del monte Tambura e all’interno dell'area “protetta” del parco delle Apuane. Un sì accompagnato da una serie di limitazioni e prescrizioni tese a evitare danni ambientali e paesaggistici e che, in sostanza, autorizza l’attività soltanto in galleria e su una parte ridotta del versante esterno, ma comunque un sì.

Ora, l’amministrazione Pucci – il sindaco si è speso più volte contro la ripresa dell’escavazione – riprova a bloccare tutto. Lo fa con una delibera di “indirizzo”. Una richiesta, in sostanza, rivolta alla Regione e al Parco delle Apuane – gli enti cui spetta la decisione sulle autorizzazioni – per escludere le cava dal perimetro dell’area estrattiva. La Padulello-Biagi, infatti, pur essendo all’interno del Parco (dove, di norma, non sono consentite lavorazioni di cava), ha ottenuto dalla Soprintendenza paesaggistica (al pari di altre realtà) una specie di deroga: è stata cioè inserita in un perimetro in cui è possibile svolgere attività estrattive.

In forza di questo inserimento e in virtù dei pareri favorevoli emessi dai tanti organi cui spetta decidere sulle cave (Asl, Arpat, Soprintendenza ai beni paesaggistici, Comune di Massa, Provincia di Massa Carrara, lo stesso Parco) la ditta ha ottenuto il via libera parziale all’escavazione. Cioè: nonostante la dichiarata volontà del Parco, del Comune, della Provincia a consentire l’attività al Padulello, l’applicazione delle norme consente al concessionario di operare.

«L’unica strada da percorrere per fermare l’escavazione in quella zona – dice adesso il sindaco Roberto Pucci – è di “ri-perimetrarla”, escludendo la cava Padulello dall’area in cui è consentita l’attività estrattiva. Per questo abbiamo varato questa delibera di indirizzo per indurre la Regione e il Parco delle Apuane a modificare questa perimetrazione».

«Dicono – continua il primo cittadino – che difendo gli interessi delle imprese del marmo. Con questo atto, se ce ne fosse ancora bisogno, dimostro che non è così. Quando una cava mette a rischio l’ambiente, il paesaggio e le risorse idriche della montagna, non c’è esitazione da parte di questa amministrazione: bisogna farla chiudere. E non saranno certo i 10mila euro annui di canone e tassa marmi che incassiamo dal Padulello a farci cambiare idea.(c.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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