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«Mio marito si fa pagare in nero» La vendetta dell’ex dell’idraulico

«Mio marito si fa pagare in nero» La vendetta dell’ex dell’idraulico

MASSA. Quella dei furbetti è una categoria che, in questo periodo di crisi, è malvista. Quasi come quella dei politici. Per capirlo basta chiedere alla guardia di finanza e all’Agenzia delle Entrate:...

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MASSA. Quella dei furbetti è una categoria che, in questo periodo di crisi, è malvista. Quasi come quella dei politici. Per capirlo basta chiedere alla guardia di finanza e all’Agenzia delle Entrate: nel 2012 c’è stato il boom di segnalazioni di evasori, o presunti tali. Non solo anonime. Sono persone che sospettano, oppure hanno certezze, che il vicino, l’ex coniuge, piuttosto che il medico che li ha visitati, non paghino le tasse. E scrivono lettere su lettere (oppure telefonano al 117) per dire di stare attenti.

C’è stata l’ex moglie di un idraulico che si era vista concedere dal giudice una cifra irrisoria come alimenti che ha spiegato filo per segno quanto guadagnava (in nero) l’ex marito. E dove teneva il Suv intestato alla ditta che gli serviva invece per andare in giro con la nuova fidanzata. Una descrizione talmente dettagliata che non è stato difficile contestargli il vero reddito. Così oltre alle tasse, oltre alla sanzione, l’uomo ha dovuto dare un assegno ben più sostanzioso alla ex.

Se succedono cose così tra chi una volta si è amato, figuratevi cosa accade tra estranei. Basta che il vicino di casa si compri un’automobile nuova o un vestito più sgargiante che arriva una lettera o una telefonata che intimano di perseguire l’evasore. Ecco: non sempre queste segnalazioni vengono prese sul serio. Anzi. L’Agenzia delle Entrate, per esempio, quando si trova di fronte a segnalazioni anonime generalmente lascia perdere. A meno che non ci siano degli elementi tali da richiedere un accertamento. Tocca però al capo ufficio dare l’autorizzazione. La guardia di finanza si comporta più o meno allo stesso modo, ma è più facile che si metta in movimento. Magari parte da lì per fare uno studio a più ampio respiro.

È il caso per esempio delle autocertificazioni Isee che aprono le porte agli asili nido piuttosto che alle rette agevolate delle mense scolastiche. Qui le mamme e i papà dei bimbi che non ottengono i vantaggi sono spietati: pretendono di accertare come fa una famiglia col fuoristrada da cinquantamila euro a essere in graduatoria sopra di loro che hanno la stessa utilitaria da dieci anni. E qui funziona il vecchio adagio: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

A proposito di Isee in questi giorni le fiamme gialle stanno passando al setaccio gli elenchi di chi ha chiesto la casa popolare e di chi invece l’ha già ottenuta. In caso di irregolarità questi ultimi potrebbero essere chiamati a risarcire il Comune di parecchi soldi. Altra raffica di accertamenti infine sulle esenzioni dei ticket. Chi ne ha usufruito finora potrebbe essere chiamato a risarcire tutto quello che non gli era dovuto.

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