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Finanza a caccia di medici con il reddito troppo basso

Finanza a caccia di medici con il reddito troppo basso

I liberi professionisti in queste settimane sono finiti nel mirino delle fiamme gialle Oltre ai dottori, controlli anche agli avvocati, i notai e i commercialisti

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MASSA. È arrivato il momento dei liberi professionisti. Sono loro a essere nel mirino di Agenzia delle Entrate e guardia di finanza. Controlli mirati e non a campione, però: sotto la lente ci sono architetti, notai, commercialisti e soprattutto medici, le cui posizioni sono ritenute fiscalmente pericolose. Tradotto in soldoni: più a rischio di evasione. Stiamo parlando di centinaia di contribuenti, individuati dopo l’analisi, l’approfondimento e l’incrocio di informazioni ricavate dal controllo economico del territorio, dalle banche dati spulciate dalle fiamme gialle in questi ultimi mesi.

Ecco come viene deciso a chi fare la verifica. In base alle dichiarazioni dei redditi si va a colpire i camici bianchi, o gli avvocati, che al fisco hanno detto di guadagnare al di sotto delle cifre minime stabilite dagli studi di settore (vedi box). Qualche mese fa erano finiti nei guai due medici, un ginecologo e un dentista. Le fiamme gialle avevano mandato una lettera ai pazienti chiedendo di specificare il numero delle visite a cui si erano sottoposti nell’ultimo anno. Poi i militari si erano appostati fuori dagli studi e avevano preso atto che il giro era decisamente più grande di quello che avevano dichiarato i dottori. E sono scattate le contestazioni.

Nel mirino della guardia di finanza non ci sono soltanto i camici bianchi, ma come detto anche i notai, gli avvocati e i commercialisti. Tra queste categorie ci sono dei contribuenti che dichiarano meno di un dipendente. Addirittura, in un caso, il titolare dello studio percepiva meno della segretaria. Inutile dire che l’accertamento è scattato e sta anche per concludersi con una serie di contestazioni che costeranno parecchie migliaia di euro. Anche perché è vero che si può andare a ritroso di quattro anni per scovare altre irregolarità, ma se si scoprono dei reati penali (come le false fatturazioni) si va indietro fino a otto anni.

Se uno di questi giorni vi arriva una lettera della Agenzia delle Entrate prima di farvi prendere da un amancamento apritela e leggete con attenzione: può anche essere che l’accertamento non riguardi voi. Come ci ha confermato una donna che si è vista recapitare un documento dove le veniva chiesto quante volte si era recata nell’ambulatorio dell’ortopedico finito sotto la lente della Gdf: «Credevo fosse uno scherzo - ci racconta al telefono -, ma poi ho capito che si trattava di un accertamento fiscale. Se il dottore ha sbagliato è giusto che paghi, ma a me la fattura l’ha sempre fatta perché io poi me la scarico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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