Sicurezza
Promossa la piazza senza automobili
I negozianti del centro storico dicono “sì” alla zona a traffico limitato. «Ora gli eventi e anche noi dobbiamo darci da fare»
MASSA. C’è chi le vorrebbe vedere riqualificate a misura di bambino e chi invece le vorrebbe far rivivere con eventi culturali programmati per tutto l’anno.
Sono tante le idee che i commercianti hanno per il rilancio delle due piazze storiche di Massa, piazza Mercurio e piazza Aranci, sottoposte a importanti lavori di restaurazione nei mesi scorsi. La prima appena riconsegnata alla cittadinanza, la seconda con i lavori quasi conclusi, pronta per essere inaugurata a dicembre, dovranno convivere con una piccola rivoluzione urbana: la creazione della Zona a traffico limitato.
Se da un lato i titolari dei negozi del centro temono che con la Ztl si possa perdere parte della clientela non abituata a parcheggiare fuori città, dall’altro credono che sia ora che i massesi prendano esempio dalle vicine realtà come Pietrasanta e Sarzana e inizino a pensare a una città più moderna.
«Sono contento che il centro storico sarà chiuso – spiega Alessandro Venturini, proprietario dell’enoteca Quasimodo –, è una riqualificazione importante anche se un po’ tardiva. L’amministrazione deve però creare dei nuovi parcheggi e bilanciare la mancanza dei posti auto che ha comportato la chiusura delle due piazze. Il fatto che i bambini possano scorrazzare nelle piazze libere è oro per il richiamo delle famiglie. È necessario creare degli spazi attrezzati con giochi, bici e anche eventi di divertimento e culturali».
«La zona a traffico limitato all’inizio potrà dare anche dei disagi – dice Sauro Venuti del Bar Hermes, in piazza Mercurio – ma alla lunga tutti ne trarranno dei vantaggi. Anche noi commercianti dobbiamo cambiare mentalità e creare delle attrattive, fosse solo una vetrina particolare. La città ha bisogno di un assessorato specifico per il centro storico con cui può essere possibile mettere in piedi delle iniziative interessanti e non balzare più tra l'assessore alla cultura e quello dei lavori pubblici. Anche le attività però devono essere create e aperte a seconda delle necessità e delle abitudini delle famiglie che vivono nel centro, non bisogna creare danni nella quotidianità».
Infine c’è anche chi fa il mea culpa. «Anche noi negozianti dobbiamo darci da fare e tenere aperto tutte le domeniche – spiega Renata Bigini del negozio Bigini in via Dante – non come ora che la città è morta, a parte la prima domenica del mese. Manca la collaborazione tra noi e anche durante le riunioni di categoria non abbiamo mai un filo comune. Io sono convinta che se un cliente vuole venire nel mio esercizio il posto per parcheggiare lo trova e non lo spaventa camminare un po’ di più».
«Tante altre città lo hanno fatto e con successo, vedi Sarzana e Pietrasanta. La gente si abituerà», conclude Linda Inghiranti commessa di AcquaFredda.
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