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Salasso Internet: il web in biblioteca costa 2 euro l’ora

 Salasso Internet: il web in biblioteca costa 2 euro l’ora

MASSA. Sulla costa si naviga, in biblioteca no. Non ci sarebbe niente di strano se si trattasse di barche e gommoni. Diventa meno comprensibile se oggetto della navigazione è Internet. Il “naufrago”...

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MASSA. Sulla costa si naviga, in biblioteca no. Non ci sarebbe niente di strano se si trattasse di barche e gommoni. Diventa meno comprensibile se oggetto della navigazione è Internet.

Il “naufrago” della rete è Manuel Mitola, di Gioventù Italiana Massa, che solleva un problema molto sentito da chi frequenta la biblioteca: perché sul lungomare ci sono 14 chilometri di rete wifi gratuita, la più grande d’Europa, e in biblioteca si deve pagare?

«Sembrerebbe – spiega Mitola guardando all’esperienza del wifi in spiaggia, inaugurata quest’anno – che l’amministrazione abbia capito l’importanza di una rete senza fili gratuita nei luoghi pubblici e non, e invece così purtroppo non è. Non lo è perché la stessa amministrazione che ha sostenuto il wifi gratis da una parte, dall’altra continua a specularci sopra in maniera del tutto disdicevole».

In biblioteca, spiega Mitola, lo studente ha «i suoi primi 10 minuti gratis, che a fronte di una giornata di studio sono nulla, poi scatterà il tassametro: un euro ogni mezz’ora. Prezzo da Internet point, che con Internet ci lavora e non ha la pretesa di essere un servizio pubblico. Prezzo che mostra una speculazione sul dovere allo studio degli studenti massesi».

Se uno studente usasse Internet in biblioteca due ore al giorno, cinque giorni la settimana, spenderebbe qualcosa come 4 euro al giorno, 20 la settimana, ottanta al mese», spiega Mitola. Che parla di «speculazione tanto grande quanto indegna e passata in sordina».

Va precisato che la rete wifi gratuita sulla spiaggia non è un’operazione sostenuta economicamente dal Comune ma promossa e realizzata dalle associazioni di balneari. Ciò non toglie che 1 euro per mezz’ora è un prezzo davvero al fuori del mercato, basta entrare in un qualsiasi negozio di telefonia mobile e guardare le tariffe offerte.

«Gioventù Italiana – conclude Mitola – vuole segnalare quest’ennesimo motivo di vergogna e chiede l’installazione di un servizio wifi gratis sia in spiaggia che in biblioteca. Che non dicano poi che gli studenti massesi non hanno voglia di studiare e preferiscono andare al mare a far niente».

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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