Il Tirreno

Una strada in festa: questo bimbo è l’orgoglio della città

di Alessandra Vivoli

La crociata delle mamme: si riapra il reparto di maternità Applausi e lacrime in centro per il primo “carrarino doc”

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CARRARA. E alla fine qui, in via Santa Maria, piangono tutti. Le mamme, con i passeggini, i commercianti che si sono catapultati fuori dai negozi con le vestagliette e i grembiuli. Le nonne i nonni, e sono tanti in questa metà mattina in giro per le commissioni e la spesa, che si sono trovati davanti il miracolo della vita.

Sono tutte lacrime di gioia qui, nella strada che attraversa il centro storico della città, che spuntano quando Alessandra D’Aietti esce, in vestaglia, dal portone di casa. Dietro il marito, Piergiorgio De Rito, tiene in braccio un fagottino azzurro: il loro Gabriele che non ha aspettato di arrivare fino all’Opa ed è nato in casa.

Lacrime e applausi quando Alessandra e il papà, emozionatissimo, sono accolti dal calore e dall’affetto di una strada intera. Ancora applausi quando Alessandra sale sulla barella ed entra nell’ambulanza che, insieme al suo bimbo, la porterà all’Ospedale pediatrico apuano per tutti i controlli.

«Finalmente è nato un carrarino, è la rivoluzione». È una piccola folla quella che si è radunata in via Santa Maria. Con gli occhi fissi al portone verde dove, da pochissimi minuti, è nato Gabriele. Fuori la barella è già pronta, e l’ambulanza ha il portellone aperto. Sono attimi pieni di emozione, ma anche di grande orgoglio carrarese.

«Questo bimbo è un rivoluzionario - dicono tante giovani mamme, ma anche le signore con i capelli bianchi - Ha deciso di nascere a Carrara, e questa è, finalmente, un’inversione di tendenza. Perché i nostri figli devono nascere tutti a Massa: noi vogliamo che siano carrarini».

E gli applausi si scatenano quando dal portone di casa esce il piccolo Gabriele, in braccio al papà.

«Grande Gabri- grida la folla - siamo tutti con te».

Le mamme: e ora rivogliamo partorire a Carrara. Debora, ha il suo Samuele, addormentato, nel passeggino. Alice, tiene Joshua in braccio e Elisa la sua Noemi. Sono tutte giovani mamme del centro storico, in prima fila per salutare mamma Alessandra e il piccolo Gabriele. Ma anche unite in una crociata che ha riscosso, nel poco tempo trascorso in via Santa Maria, già moltissime adesioni: Una battaglia per riavere il reparto di maternità a Carrara.

«Noi abbiamo partorito tutte all’Opa - dicono in coro le giovani mamme - E per questo ci battiamo per riavere anche noi un ospedale dove poter far nascere i nostri figli. Andare all’ospedale pediatrico, anche se i dirigenti dell’Asl continuano a sostenere il contrario, è scomodo e non è così tanto vicino. Questo parto è la dimostrazione che avere un presidio in città avrebbe reso el cose molto più semplici. Anche adesso che mamma e bambino devono mettersi in ambulanza e sobbarcarsi il viaggio fino a Montepepe».

«Perché Carrara non può avere il suo reparto? - concludono in coro- Di bambini, come ben potere vedere qui ne nascono eccome!»

Maresa Pretini: difendiamo il nostro ospedale. Lei, commerciante storica di via Santa Maria, è stata la prima a festeggiare la nascita tutta “carrarina”. E ora Maresa Pretini, dal suo negozio di casalinghi, lancia un appello.

«La città rivuole il suo ospedale, tutto intero come era una volta - sottolinea la signora Maresa - Questa volta, per fortuna, tutto è andato per il meglio: ma dobbiamo pensare che se ci fossero state delle complicazione sarebbe stato davvero tutto più difficile perché per andare all’Opa ci vuole il suo tempo, e a volte di tempo non se ne può davvero perdere. È a questo che si deve pensare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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