Il Tirreno

«Non solo cinghiali, riapriamo sentieri»

«Non solo cinghiali, riapriamo sentieri»

E nella squadra 31 di Montignoso anche due cacciatrici, Marinella Cirami (ha iniziato per amore) e Martina Rebecchi

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CARRARA. «Andiamo a caccia per stare insieme». Ecco cosa significa per gli appassionati la caccia: è soprattutto condivisione. E' ritrovarsi e trovare persone che hanno le stesse passioni, fare parte di un gruppo con lo stesso"vizio" per la natura ed i boschi. Nella stessa squadra ci sono i "vecchi" ed i giovani, l'operaio e l'avvocato. Per tutti loro, la caccia non è solo polvere da sparo e fucili, "abbattimenti" e battute.

Lo sa bene Francesco Del Freo, responsabile del distretto 1 di Massa, Carrara e Montignoso. Il suo compito è quello di coordinare 230 cacciatori e 3 squadre che coprono un territorio vastissimo che va da Montignoso fino quasi a Fosdinovo. E' l'ufficiale di collegamento - per usare un termini "militaresco" - tra l'Ambito Territoriale di Caccia che gestisce il mondo venatorio sul territorio provinciale che va da Montignoso a Zeri e l'amministrazione provinciale. «Non spariamo soltanto ai cinghiali e alle altre specie cacciabili. Abbiamo recentemente riaperto i sentieri che portano da Vietina a Monte Folgorito, ed altri sulla linea gotica che eranostati coperti dalla vegetazione e che sono tornati ad essere percorribili. Recuperiamo i rifiuti abbandonati da gente poco rispettosa che li abbandona nel bosco. Organizziamo - spiega ancora - le battute di contenimento per rispondere alle emergenze che mano mano si presentano. Siamo alleati degli agricoltori, non antagonisti».

Insegnante all'Istituto Alberghiero Minuto di Marina di Massa quando non imbraccia il fucile, persona molto conosciuta tra i cacciatori, Del Freo è uno dei più impegnati sul fronte del contenimento dei cinghiali nella zona di Massa e Montignoso dove recentemente ci sono state diverse segnalazioni riportate con fragore nei giornali. «Siamo intervenuti a Montignoso, nella zona di Monterosso e Montepepe, e ad Antona e Altagnana - racconta - in seguito alle segnalazioni dei cittadini. Quanti ne abbiamo prelevati? In tutto 15. Pochi? È come andare a pescare, mica tutti i giorni i pesci abboccano. Noi facciamo del nostro meglio per riequilibrare la popolazione dei cinghiali. Le battute di contenimento hanno portato, secondo me, dei buoni risultati anche se a volte l'allarme è eccessivo». Secondo Del Freo il proliferare dei cinghiali è legato anche alla difficoltà di trovare cibo ed acqua nei boschi in seguito alla siccità e alla scarsità di castagne ed altre ciberie. «I cinghiali si sono spinti fino alle soglie dei centri abitati trascinati dalla fame e dalla ricerca di acqua - analizza - anche loro devono mangiare. Si sono verificare condizioni sfavorevoli per cui sono scesi fino a valle».

E per chi crede, ed è convinto, che sia solo una questione per uomini duri e burberi, dopo oggi avrà da ricredersi. Ci sarà un motivo se nell'antichità la dea della caccia per i romani si chiamava Diana ed imbracciava un arco? Il distretto 1, la squadra Cinghial Club Montignoso ne ha addirittura due in squadra. Sparano, si appostano, cacciano come il più abile dei cacciatori ma non per questo sono discriminate o vengono considerate cacciatori di serie B. Al contrario. Marinella Cirami, 31 anni, si è avvicinata alla caccia per amore. «Il mio fidanzato, oggi mio marito, è un cacciatore - racconta - mi sono appassionata grazie a lui. Cacciamo insieme, nella stessa squadra ovviamente. E' una passione che ci accomuna». Il suo è stato un battesimo di fuoco con un cinghiale di 97 chilogrammi. «Che emozione fortissima - racconta - quando lo vedi correre, caricare. È uno sport che dà soddisfazione. Amo stare in mezzo alla natura. Poi c'è un gruppo formidabile. Dopo le battute si cena sempre insieme». Messi nel cassetto gli abiti di impiegata, Marinella indossa tuta mimetica e fucile. «E' il secondo anno. Ho iniziato senza fucile per stare vicino al mio compagno. Poi ho deciso di fare il corso e prendere la licenza di caccia. Ora vado a caccia il sabato e la domenica». Nella stessa squadra c'è anche Martina Rebecchi, 26 anni. «Lei è un appassionata di cani - conclude Marinella - è la sua prima stagione».

Distretto 1 (Massa, Carrara, Montignoso): Francesco Del Freo (Responsabile Distretto). Squadra 8 Castelpoggio - Sorgnano: Luca Bonaldi (capo squadra), Giancarlo Nicolai (vice). Area: Carrara. Squadra 31 Cinghial Club Montignoso: Andrea Vietina (capo squadra) e Carlo Germelli (vice). Area: Montignoso.Squadra 32 I Lupi di Poveromo: Giorgio Pucciarelli (capo) e Sergio Sbrana (vice). Area: Massa

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