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La Progetto Carrara silura 3 ingegneri

La Progetto Carrara silura 3 ingegneri

Nel mirino del giro di vite i dirigenti della strada dei marmi: Farro, Cerchiai e Fruzzetti. La presidente: il loro lavoro è finito

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CARRARA. «Entro fine anno prenderemo le decisioni del caso sulla riorganizzazione della società»: lo hanno annunciato in commissione Bilancio i vertici della Progetto Carrara, la municipalizzata che ha portato a termine la realizzazione della Strada dei marmi e che gestisce il piano della sosta in centro città. Ma la grandi manovre, sulle figure dirigenziali, sono già iniziate

La Progetto licenzia Farro, Fruzzetti e Cerchiai. E intanto ( a latere della commissione) la presidente della partecipata, Silvia Dell’Amico entra nel merito e precisa. O meglio, fa nomi e cognomi. «A fine luglio si è parlato di un giro di vite sulla società e abbiamo iniziato un percorso di riflessione- spiega - Quindici giorni fa abbiamo dato il mandato per andare a risolvere le posizioni di tre ingegneri dirigenti: Gaetano Farro, Giuseppe Fruzzetti e Andrea Cerchiai. Stiamo portando avanti un accordo bonario, nella consapevolezza che la loro funzione, legata alla costruzione della strada dei marmi sia finita. Fino ad oggi non abbiamo avuto risposta. Tutto questo per far spendere meno alla nostra società e, di conseguenza al Comune». «La riorganizzazione non toccherà i dipendenti da 1.500 euro al mese - continua la Dell’Amico - Stiamo comunque andando verso una società sempre più di servizi, e siamo consapevoli che la prospettiva futura sarà di un ridimensionamento».

La Progetto in commissione. I problemi della Progetto Carrara arrivano dalla gestione del personale impegnato nella realizzazione della strada dei marmi ormai ultimata: l’amministratore delegato della municipalizzata, Cesare Tazzini, ha ribadito infatti ieri mattina davanti ai consiglieri comunali che per la manutenzione della strada serviranno di qui a breve al massimo tre addetti. Cosa fare quindi dei 13 dipendenti impiegati negli uffici di via Mazzini? Tre dirigenti, tre quadri, tre impiegati, due amministrativi e due segretari: sul futuro di questo personale, gli stessi vertici della Progetto hanno pareri discordanti. «Non possiamo più permetterci i contratti delle figure ingegneristiche apicali, mentre il personale tecnico può essere destinato ad altre mansioni», ha dichiarato senza tanti giri di parole la Dell’Amico. «Sono figure importanti che hanno fatto tanto per l’azienda e per la città. Anche l’amministrazione ci deve ragionare sopra, magari anche in vista di possibili fusioni con altre partecipate», ha replicato invece l’amministratore delegato Tazzini. Opinioni diverse che saranno dibattute nel corso della imminente assemblea dei soci, chiamata a dettare le linee programmatiche della società di qui al prossimo anno: l’impegno dei dirigenti, confermato sia dalla presidente sia dall’amministratore delegato, è quello di sciogliere il nodo entro fine anno. Ma oltre ai probabili tagli al personale, ci sono almeno altre due questioni scottanti per il futuro della Progetto Carrara: il contenzioso con Strabag, la ex Adanti, una società appaltatrice della strada dei marmi che ha chiesto riserve per maggiori oneri per 54 milioni di euro e il super conto da 1 milione e 150 mila euro presentato dai due consulenti ingaggiati per risolvere il caso Iva.«La disputa con Adanti sarà risolta da un’apposita commissione che, attraverso una sorta di arbitrato, deciderà se queste riserve sono dovute: noi riteniamo di no», ha dichiarato l’ingegner Gaetano Farro, responsabile unico del progetto Strada dei Marmi, lasciando intendere che il verdetto potrebbe non arrivare prima di 8-9 mesi. Per quanto riguarda invece la disputa sul compenso dei due illustri professionisti ingaggiati per risolvere il contenzioso con lo Stato sull’Iva, la Progetto Carrara si è già appellata all’ordine dei commercialisti di Genova: «Inizialmente il compenso doveva essere di 370 mila euro per Paolo Centore e di 20 mila euro Bruno Munda. Dopo la chiusura dell’operazione che ha portato nelle casse della società 5 milioni di euro, ci sono stati chiesti degli extra», ha raccontato la presidente Dell’Amico. Centore avrebbe presentato una notula per un “premio di prestazione a successo” pari all’1 per cento del suo compenso, chiedendo inoltre un riconoscimento aggiuntivo anche per Munda. E la Progetto Carrara non è disposta a corrispondere queste cifre. (c.ch-a.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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