Proteste
Esenzione Imu per le piccole imprese
Lo prevede il decreto sviluppo di Monti per le zone franche urbane. Giallo per il destino di quella di Massa Carrara
MASSA CARRARA. Esenzione Imu, ma anche agevolazioni sui contributi previdenziali per le piccole imprese collocate nella Zona franca urbana di Massa Carrara. Che non è poca cosa visto che assorbe gran parte dell’area industriale e dell’asse produttivo intorno all’Aurelia.
Alla buona notizia, che arriva con l’approvazione del decreto sviluppo da parte del governo Monti se ne associa un’altra “cattiva”: nell’elenco delle zone franche è compresa anche Massa Carrara oppure no? Si parla di esenzione o di contribuzione: nel senso che lo Stato provvederebbe a rifondere i Comuni dei mancati incassi di Imu e Tarsu? La postilla del governo del decreto poi, lo avrete capito, è sempre la solita: tutto bene salvo che ci siano i soldi dell’apposito fondo.
Un giallo, o meglio un guazzabuglio all’italiana. Un copione in parte già visto. Correva l’anno 2009 e i Comuni di Massa e Carrara firmarono, addirittura, un accordo a Roma. Per gli sgravi alle imprese delle nostre zone franche dovevano arrivare 5,2 milioni. Anzi una prima tranche da 1,2 milioni per Massa e analoga somma per Carrara sembrava già stanziata. Sorrisi, strette di mano al ministero, e poi la doccia fredda. Contrordine compagni, lo Stato non ha i soldi. Fine delle zone franche.
Adesso Monti le resuscita proprio nel decreto sviluppo ma la chiarezza è l’ultima qualità dei burocrati anche quando vorrebbero farti un favore.
Dice Alessandro Volpi, assessore al bilancio e docente di Economia all’Università di Pisa. «Non c’è chiarezza. Stiamo facendo verifiche intanto per capire se Massa Carrara è compresa nell’elenco oppure no». Analoga verifica è in corso da parte di Carrara dove l’assessore . «Prudenza. Evitiamo illusioni. Il decreto va interpretato persino nella localizzazione. Non è certo che la nostra Provincia sia compresa nell’elenco oppure questi riguardi solo il Sud».
Possibile tanta incertezza? Possibile. Le zone franche urbane nascono all’epoca del governo di centrosinistra con il viceminsitro Sergio D’Antoni: 18 località tutte al Sud. Poi arrica il centrodestra e il ligure Claudio Scajola allarga il tiro e inserisce anche Ventimiglia e MassaCarrara. Vale il primo elenco o il secondo? Da accertare.
Certo è che se la nostra zona fosse inserita sarebbe un toccasana per decine di aziende. Non solo esenzione ma si parla di esenzione dalle imposte sui redditi per i primi cinque periodi di imposta e dell’esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente, per i primi cinque anni di attività, nei limiti di un massimale di retribuzione definito con decreto del ministro del lavoro e della previdenza sociale, solo in caso di contratti a tempo indeterminato.
Ma c’è di più. Il decreto Monti all’articolo 37 parla di agevolazioni fiscali e contributive della legge 296 del 2006, cioè perfino esenzione dal pagamento delle imposte sui redditi e dell’Irap.
Troppa grazia. Sono attese (già richieste) spiegazioni e interpretazione autentiche delle implicazioni del decreto sviluppo.
Tanto più che lo stesso governo ha annunciato un decreto del ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze, per «la determinazione delle condizioni, dei limiti e delle modalità di applicazione delle agevolazioni, ivi inclusa l’individuazione dei termini di decorrenza e di durata delle medesime agevolazioni».
Insomma, sviluppi da seguire con attenzione da parte di Comuni e imprese della nostra zona perchè i vantaggi sarebbero ovviamente notevoli. Gli ultimi dati (settembre scorso) del ricorso alla cassa in deroga nella nostra provincia indicavano 1570 persone in cassa per 313 aziende richiedenti. Ovvero il doppio rispetto al 2011.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
