Il Tirreno

«Affossati dalla piena e dal Comune»

«Affossati dalla piena e dal Comune»

L’amara vicenda della Seal: chiamata a realizzare i lavori nei container, da allora aspetta i soldi

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AULLA. Un’azienda solida, messa in ginocchio due volte dall’alluvione. La prima, per i danni provocati dal terribile evento del 25 ottobre dell’anno scorso; la seconda, perché l’azienda, chiamata a svolgere lavori urgenti per riaprire le scuole, da allora aspetta di essere pagata dal Comune. E’ una vicenda davvero amara quella della Seal, impresa a conduzione familiare che opera nella realizzazione di impianti elettrici, condotta da Ivano e Daniele Confetti, padre e figlio, che con anni di duro lavoro hanno creato un'attività ben organizzata ed efficiente.

Quel 25 ottobre 2011 la piena si portò via furgone, auto, e i materiali con i quali operavano sul territorio. Ad un anno di distanza, sono ancora in attesa dei risarcimenti. Ma non è tutto qui.

Nel mese di dicembre 2011 il Comune di Aulla, alle prese con l'emergenza, li contatta perchè ha bisogno della loro professionalità: con somma urgenza viene affidato a Seal il compito di allestire l'impianto elettrico alle “scuole medie”, i container blu in cui, dall'alluvione, i ragazzi frequentano le lezioni.   Seal deve consegnare i manufatti prima di Natale (in venti giorni) ma è priva di materiali e liquidità. Con grande coraggio, tranquillizzati - così ricordano - dall'Amministrazione aullese, i Confetti si espongono ed acquistano tutto l'occorrente. «Da dieci mesi mio padre ed io siamo in attesa di essere pagati. Il Comune di Aulla era a conoscenza delle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare con l'alluvione e, pur sapendo che per realizzare l'impianto elettrico ci siamo dovuti esporre ulteriormente, non ha fatto altro che rassicurarci e prometterci che al più presto avrebbero saldato il loro debito». Ma i mesi sono passati e nonostante l'opera ai prefabbricati, compresi i quadri di distribuzione e l'impianto per i moduli complessivamente a corpo, dall'Amministrazione Ivano e Daniele non hanno più ricevuto notizie: «L'ultima volta che mi sono recato in Comune per sottolineare come la situazione si fosse fatta insostenibile, ho notato poco interesse  e poca attenzione. Dopo l'alluvione l'azienda ha pure assunto un dipendente ed ora mi ritrovo a pensar di chiuderla e di licenziare il personale. Ho notato comportamenti inqualificabili che mettono in evidenza quale sia il reale interesse di questi amministratori per i loro concittadini, messi in ginocchio dall'alluvione ed ora affossati dalla pubblica amministrazione»

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