Il Tirreno

Coffee break, il conto di Leri

di Gianluca Uberti
Coffee break, il conto di Leri

Il presidente dell’Unione dei Comuni replica al Pdl: spesi solo 476 euro non 11mila

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AULLA. «E' fin troppo facile di questi tempi tentare di gettare tutti gli enti pubblici in un unico calderone della “mala amministrazione” e far passare ogni spesa pubblica per “spreco”. Il fatto che dopo “mesi di indagini” il gruppo consiliare del PdL metta sotto accusa, tra l'altro, la “lotta contro le zanzare” svolta in qualità di Consorzio di bonifica, dimostra come sia difficile il compito di chi vorrebbe dimostrare il cattivo funzionamento dell'Unione di Comuni Montana della Lunigiana».

Così esordisce il presidente dell’Unione di Comuni Montana della Lunigiana, Cesare Leri, nel replicare alle accuse rivolte all’ente erede della Comunità Montana da parte del Popolo della Libertà.

Leri, che ha convocato una conferenza stampa ad hoc ieri mattina presso la sede aullese dell’Unione di Comuni, tuona, in particolare, contro l’accusa di avere speso 11mila euro per dei “coffee break”, «visto che, in realtà, si sono spesi 476 euro. Di fronte a tanta demagogia, non posso che fare notare che nel 2012 – prosegue Leri – l’Unione ha già investito oltre 7 milioni di euro per interventi sul territorio, così suddivisi: 395mila euro per somme urgenze, 790mila euro per urgenze, 4 milioni e 600mila euro per il Piano di Sviluppo Rurale e un milione e 324mila euro in base all’ordinanza commissariale del presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, per interventi post alluvione. Inoltre, entro fine anno avremo ulteriori 6 milioni di euro per altri lavori sul territorio. Tornando ai costi di funzionamento dell'Unione, è giusto ricordare che presidente e assessori dell'Unione non percepiscono alcun compenso per lo svolgimento delle loro attività, avendo solo il rimborso delle spese vive per l'esercizio delle loro funzioni. Che dire poi delle sedi? L'Unione ha due sedi di proprietà (Fivizzano e Aulla), per cui non paga alcun tipo di affitto. Quindi, zero costi per la collettività, che non sarebbe cosa da poco, ma che va ulteriormente apprezzata se si tiene conto che la sede di Fivizzano è dotata di impianto fotovoltaico che porta nelle casse dell'Unione circa 13mila euro l'anno per l'energia venduta all'Enel. Anche il riscaldamento non incide come spesa per la sede principale dell'Unione, grazie ad un impianto di riscaldamento a biomasse legnose vergini, ricavate dalle attività degli operai forestali».

«L'impianto, che riscalda altri due edifici pubblici, porta un ricavo annuo di circa 4 mila euro all'Ente. Siamo così – conclude Leri – a circa 17 mila euro guadagnati, oltre al risparmio economico ed energetico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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