Il Tirreno

Prospettive occupazionali anche dopo i 5 moduli

Prospettive occupazionali anche dopo i 5 moduli

Nella notte il gigantesco manufatto si è avviato verso il piazzale del porto dove da oggi saranno fornite informazioni a cittadini e studenti delle superiori

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CARRARA. Ore 22 del 3 ottobre 2012: viale Zaccagna chiuso al transito ad Avenza. Comincia l’operazione: con una precisione millimetrica esce lentamente dai cancelli dello yard il mega modulo, il carrello con centinaia di miniruote fa miracoli, una curva a gomito. Il modulo sfiora un terrazzino. Tutto calcolato. Procede, sotto i flash fotografici e dei telefonini di una piccola folla di cittadini accorsa a vedere sia dal lato monte che dal lato mare. Vigili urbani mobilitati dalle ore 21 per la viabilità nella zona. Il colosso tecnologico in tutte le sue parti, arrivate da varie case costruttrici, e assemblate nello yard di Avenza, ha preso la strada del porto. Alle 23, vicino all’incrocio con via delle Pinete, gli operai mettono lamiere nei punti di viale Zaccagna sotto cui scorrono le fognature, per impedire che il ciclopico peso le sfondi. E via così.Un gigante che per alcuni giorni troneggerà nel piazzale antistante l’ingresso portuale, dove la Ge Oil & Gas Nuovo Pignone riceverà cittadini e studenti delle scuole superiori per illustrare il progetto, e per offrire caffè o aperitivo nei seguenti orari: oggi dalle ore 17 alle 20, domani e sabato dalle 8 alle 10 e dalle 17 alle 20, e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. L’8 si svolgeranno le ultime fasi con l’attraversamento di viale Da Verrazzano e l’imbarco.

I rappresentanti della Ge Nuovo Pignone confermano che questa operazione, che prevede la costruzione di altri 4 moduli, già in via di allestimento, sta garantendo una forza lavoro di 300 operai diretti, dal 2011, con punte di 350. «In futuro si pensa ad altri progetti per proseguire l’attività nello yard dove ora la metà degli addetti, fra diretti e indiretti, – ha detto Davide Iannucci – proviene da questo comprensorio. Le verifiche effettuare in questo periodo sull’occupazione, ci dicono che fra maggio e giugno le persone impiegata del Nuovo Pignone, compreso lo stabilimento di Massa, sono state 1000-1.200 circa, di cui 300 unità ad Avenza. E’ anche nato un nuovo consorzio I.M. & T. con sei aziende apuane, qualificate da Nuovo Pignone e utilizzate per opere di adeguamento delle infrastrutture dello stabilimento di Massa: opere da 12 milioni di euro».

La Mammoet ha impiegato 8 persone. Il costo dei mezzi utilizzati per la movimentazione del mega modulo – è stato spiegato dai rappresentanti della società – è elevato. Un motore e 10 assi rappresentano un invesitmento da 1,4 milioni. E in questo caso, all’opera c’erano sei motori e 144 assi».

Il tasto dell’occupazione è molto delicato in questo territorio, dove è continuo lo stillicidio della cassa integrazione in numerose aziende. Ci sono state anche polemiche su quanto, lo yard di Avenza, avrebbe assorbito in fatto di manodopera locale. Di certo c’è che almeno fino alla metà del 2013, tutti gli addetti, locali e non, saranno impegnati nella costruzione degli altri 4 moduli destinati all’Australia.

«GE è il primo fornitore di macchine, turbine a gas e compressori, che si presenta sul mercato mondiale del petrolio e del gas come fornitore di moduli, – ha spiegato Iannucci – sia per applicazione onshore, che offshore. Grazie ad un sistema di supply chain globale, con componenti che provengono da stabilimenti GE nel mondo, abbiamo la capacità di progettare ed assemblare qui ad Avenza moduli industriali da installare in Paesi con condizioni ambientali e climatiche difficili: il cantiere di Avenza – ha aggiunto Iannucci - è l’unica area di assemblaggio autorizzata in Italia e fra le poche in Europa ad essere certificata in accordo agli standard australiani di quarantena». Il progetto Gorgon punta a sviluppare i giacimenti di gas Gorgon, situati tra 130 e 200 chilometri al largo della costa nord occidentale dell’Australia». Alcune turbine a gas da 130 MW ciascuna, sono state realizzate a Belfort in Francia e a Firenze, altre turbine provengono dal South Carolina. I compressori provengono da aziende di Firenze e di Massa, e ci sono altre forniture costuite in altri territori. Sull’isola di Barrow, secondo i dati forniti dal Nuovo Pignone, verranno impiegati lavoratori fino a un picco di duemila unità, 15-20 addetti saranno tecnici di Ge - Nuovo Pignone, per seguire la messa in esercizio dei macchinari e l’assistenza, con collegamento diretto al centro di Firenze.

Cinzia Carpita

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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