La manifestazione
«Vie e gallerie pericolose, ora basta»
La Fita Cna accusa il Comune: buche nell’asfalto, tunnel al buio, canaline intasate, ogni giorno rischi per i camionisti
CARRARA. Sono centinaia i camion che percorrono ogni giorno, su e giù, le strade dei bacini marmiferi. Ma, se la strada dei marmi è ormai una realtà, seppure ancora con qualche aggiustamento tecnico da fare, c’è ora un “allarme sicurezza” che viene lanciato all’indirizzo del Comune, dalla Fita Cna, per lo stato della viabilità a monte. L’associazione denuncia lo stato dei percorsi: vie e gallerie dissestate, mancanza di illuminazione in punti pericolosi, canaline da sistemare per lo scolo delle acque. «Da Fantiscritti ai Ponti di Vara passando per Miseglia gli autotrasportatori stanno operando da troppo tempo in condizioni di scarsa sicurezza. Situazioni non più sopportabili», grida l’ìassociazinoe che ha «più volte e in più occasioni» sollecitato, su questi problemi, gli interventi dell’amministrazione comunale.
La lista di cose che non vanno stilata nel corso dell’ultima assemblea di Cna-Fita è lunga e i camionisti temono peggioramento con l’arrivo della stagione autunnale e delle piogge. «Il manto stradale delle gallerie (in modo particolare quella che da Fantiscritti scende al Tarnone e quella di Belgia) si trova in condizioni non più sopportabili; nonostante ripetute segnalazioni all’amministrazione comunale, i veicoli vi transitano in assenza di sicurezza e subiscono spesso danni di vario genere (a specchietti, balestre, girofari) a causa delle grosse buche dell’asfaltatura, che fanno sobbalzare i mezzi e urtare le pareti delle gallerie», ma non solo: «quando i veicoli entrano nelle gallerie, si innesta per così dire il pilota automatico, in quanto i pneumatici transitano in una sorta di binari presenti nel manto stradale, poiché da troppo tempo ormai non sono stati effettuati adeguati interventi di manutenzione; al massimo sono stati eseguiti interventi di “rattoppamento” i cui effetti sono di breve durata».
E a forza di rattoppi nell’asfaltatura, il manto stardale è diventato più facen do sì no fatto sì «che si riducesse sempre più l’altezza delle gallerie; ormai la distanza tra il livello stradale e il soffitto delle gallerie ha raggiunto la soglia minima, e il rischio è quello che qualche mezzo prima o poi rimanga incastrato. E’ necessario quindi scarificare il manto in modo che i veicoli vi possano transitare in totale sicurezza».
La Fita Cna segnala nuovamente la situaizone lungo i Ponti di Vara: «presenza di profonde buche».
«Altro intervento fondamentale, è quello dell’illuminazione; in alcune gallerie è completamente assente e i conducenti lamentano la pericolosità della situazione, soprattutto a causa della differrenza di luce fra i tratti di strada a cielo aperto aperto e quelli all'interno delle gallerie, che provoca un “black-out” della percezione visiva del conducente, della durata di qualche istante che potrebbe avere conseguenze estremamente pericolose».
I camionisti chiedono anche «la manutenzione e la pulizia del sistema di canaline e tombini per la raccolta delle acque lungo le strade del monte; in particolare nella zona della Tassara, dove quelli esistenti sono in gran parte occlusi dalla terra e dal fogliame, mentre in alcuni tratti della strada non sono addirittura presenti. Tale intervento ridurrebbe l’arrivo di acqua e fango nella zona della rotatoria di Miseglia Bassa».
«Un sistema di canalizzazione e raccolta delle acque inefficace, inoltre, danneggia l’asfaltatura stradale causando maggiori costi di manutenzione e fa sì che i veicoli circolino in condizioni di scarsa sicurezza, soprattutto nel periodo invernale quando l’acqua e il ghiaccio lungo la strada diventano una presenza pericolosa per tutti i veicoli in genere, ed in modo particolare per i mezzi pesanti in discesa dai bacini estrattivi. E’ chiaro - conclude Fita Cna - che così non si può più andare avanti. Non c’è a rischio solo la sicurezza degli autotrasportatori, ma anche quella della comunità che ogni giorno interagisce, nel traffico, con i mezzi pesanti».
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