Il Tirreno

Centro commerciale all’ex Fata

Villafranca, progetto per valorizzare i prodotti tipici e sostenere le piccole attività

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VILLAFRANCA. La crisi non accenna a diminuire, anche se il 2013 viene indicato come l’anno della ripresa. Una prospettiva ottimistica che però non deve fare trovare impreparati sia coloro che operano nel mercato, che le amministrazioni che gestiscono il territorio. In momenti come questi bisogna giocare d’anticipo e preparare misure che rimettano in funzione un meccanismo corroso dalla ruggine della recessione.

Le mosse studiate dalla governance villafranchese vanno a cercare di potenziare il tessuto commerciale sul territorio dando strumenti atti alla ripresa. Sul territorio sono presenti 118 soggetti economici di natura eterogeneità, che riassumono tutti gli aspetti dell’economia.

Sebbene il periodo 2011-12 sia stato positivo, con un saldo positivo dell’apertura di nuove attività (8 cessate contro 12 aperte), questo non deve fare abbassare la guardia, ma anzi dewve fungere da stimolo per proseguire in questo viatico positivo.

«Stiamo cercando- ci spiega il vice sindaco, Umberto Zangani - di aggregare i commercianti per creare un centro commerciale naturale. Anche se non deve venire inteso come un luogo fisico, quest’ultimo è una comunione di intenti che serva per valorizzare i prodotti tipici del nostro territorio. Un modo per far sopravvivere la piccole attività commerciali nell’eterno scontro con le grandi catene di distribuzione. Un altro vantaggio correlato si potrà avere con l’accesso a finanziamenti pubblici, di fondi europei poi redistrubuiti dalla Regione, che consentano di potenziare l’offerta o di supportare l’attività in caso di abbattimento delle barriere archittetoniche, ad esempio, o sostituzione di macchinari».

Altri progetti che l’amministrazione sta cercando di sviluppare sono le aree ex Fata e Ponte Donico, nella primo sorgerà un nuovo centro commerciale con annessa una zona residenziale, per quanto riguarda la seconda, che ha già uan vocazione produttiva, avendo ospitato la Lunilat, si è già studiato un piano di insediamento di nuove realtà economiche, quando qualcuno farà richiesta di apertura troverà la strada spianata, con la richiesta di utilizzare energie rinnovabili che metterebbero in condizione di richiedere sovvenzioni regionali. Un punto interrogativo rimane però la Panda Trada.

«Abbiamo avuto diversi incontri con la proprietà - spiega Zangani - per capire a quali piani per il futuro fosse destinata l’area. Siamo ancora in attesa di ricevere un piano che poi consenta anche a noi di realizzare un piano attuativo. Rappresenta una forte area di sviluppo, ma per il momento rimane in un limbo, noi per ora abbiamo posto un punto interrogativo su quello che sarà il futuro sviluppo dell’area. Non vogliamo precludere nessun progetto, per questo stiamo aspettando a dare un indirizzo all’area. Quello che va sottolineato è la volontà di collaborazione che deve nascere tra i soggetti e l’amministrazione comunale, solo così si potrà far di nuovo decollare l’economia».(l.bo.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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