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Appello a Burlando: mai il dragaggio

AMEGLIA. Legambiente, per voce di Stefano Sarti (vice presidente Liguria) e Alessandro Poletti (consigliere nazionale) firmano una lettera aperta al presidente Burlando in merito alla visita in...

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AMEGLIA. Legambiente, per voce di Stefano Sarti (vice presidente Liguria) e Alessandro Poletti (consigliere nazionale) firmano una lettera aperta al presidente Burlando in merito alla visita in programma oggi.

«Immaginiamo che la visita in un Comune alluvionato - scrivono tra l’altro - laddove insistono anche attività del tutto incompatibili con l’ambiente fluviale e di Parco, condurrà verosimilmente a una serie di richieste, politiche, sindacali, imprenditoriali, al presidente allo scopo di convincerlo, in qualità di Commissario straordinario per il dissesto alluvionale, a prendere provvedimenti più drastici, come megadragaggi diffusi in tutto il fiume, allo scopo di prevenire nuovi guasti alluvionali. Ora noi speriamo che Burlando non si faccia convincere dalle pressioni a simili provvedimenti, anche per compiacere sindaci e politici di vario grado e natura timorosi di perdere il consenso elettorale delle popolazioni a rischio, e quindi propensi a interventi spettacolari, veri spot elettorali, inutili oltreché dannosi, come un dragaggio in grande stile o meglio, usando il termine più idoneo, il ritorno delle escavazioni che già una volta hanno devastato il Magra. Vorremmo ricordare al presidente che la sicurezza dei cittadini non può essere disgiunta dalla tutela degli equilibri naturali, le due cose vanno di pari passo, e la logica di qualche politico nostrano, il quale pensa che dare qualche “raspatina” nel fiume per tacitare le angosce collettive non faccia poi danno, quella si farebbe veramente danni. Soprattutto in virtù del fatto che studi conclamati dimostrano che nel tratto terminale del Magra non esiste alcun sovralluvionamento, e quindi i dragaggi hanno solo una sia pur utile funzione di supporto all’Attività nautica nell’area navigabile e di una lieve mitigazione del rischio idraulico in area di foce, come dimostrato dalle relazioni tecniche, sia degli Enti pubblici, che degli ambientalisti, che dei non ambientalisti».

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