Il Tirreno

Paolini (Sel): «Giusto il compenso dei consiglieri»

Paolini (Sel): «Giusto il compenso dei consiglieri»

Gettoni di presenza di 99 euro ma con tetto di 12 mensili Il presidente Andreani: «Tanto lavoro, nessun abuso»

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MASSA. Politica gratis fino a fine anno, salvo (improbabili) assegnazioni di nuovi fondi per pagare i gettoni di presenza ai 40 consiglieri comunali per le sedute del consiglio e per i lavori delle commissioni consiliari.

Come abbiamo scritto nei giorni scorsi, il capitolo di bilancio (circa 560mila euro) si è esaurito e la politica è ora a secco. Non senza mugugni. E non è solo una questione di soldi ma di immagine. Se ne fa partecipe il presidente del consiglio comunale Marco Andreani. «Il nostro consiglio comunale e le commissioni consiliari lavorano bene. E il gettone di presenza di un consigliere comunale esprime davvero questo lavoro e non è uno spreco o una regalia alla politica. Non ci sono abusi o folli spese qui a Massa».

Le regole sono queste. Il consigliere comunale non ha paga. Ma ha diritto per legge al pagamento di un gettone di presenza per le sedute del consiglio comunale e delle commissioni. Massa ha stabilito, all’unanimità, che il gettone sia di 99 euro (in realtà era 110 euro ma la legge sui tagli ai costi della politica del 2011 ha tolto un 10%, cioè 11 euro) ma al tempo stesso ha definito un tetto massimo di 12 gettoni il mese. In pratica lo stipendio massimo, mensile, lordo, di un consigliere molto attivo è di 1200 euro. Giusto? Troppo? Troppo poco?

«Giusto - dice Carlo Paolini, segretario provinciale di Sel che spende una parola per il lavoro dei consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione - La politica ha dei costi, a anzi la democrazia ha un costo. L’attenzione deve essere posta contro eventuali sprechi e sulla determinazione del giusto compenso ma bisogna evitare spinte demagogiche. Solo chi è ricco deve fare politica? Ci deve essere buon senso. Nel caso di Massa credo fuorviante centrare l’attenzione sul valore del gettone di presenza in se, meglio vedere il complessivo. E’ giusto che un consigliere comunale che ha partecipato ad almeno 12 sedute il mese tra consiglio comunale e commissioni, spendendo molte ore del suo tempo, riceva un lordo massimo di 1200 euro? Io credo di sì: è giusto ed equo rispetto al lavoro svolto per la comunità, rispetto, spesso, alla complessità dei temi trattati».

Ma la cifra “giusta” del singolo moltiplicata per 40, tanti sono i consiglieri ,porta ad una cifra di oltre 500mila euro l’anno. Una città come Massa, in questo particolare periodo, se la può permettere?

Una risposta di equilibrio certamente arriverà dalle prossime elezioni: il numero dei consiglieri comunali scenderà a 24 .

E intanto Laura Mignani, consigliere comunale, chiede spazio per una precisazione riguardo dichiarazioni a lei, da noi, virgolettate. In particolare la dove si diceva “ad ogni modo è la Presidente a decidere il calendario - Io ho la coscienza a posto”.

Mignani precisa: «Forse un eccessivo lavoro di sintesi dell’autore mi ha fatto pronunciare parole che io non ho detto e che non avrei potuto dire in quanto non corrisponde al vero. Infatti nel momento in cui si è insediata la nostra commissione, all’unanimità (5 membri di maggioranza, 3 di opposizione) abbiamo deciso che, considerato l’entità delle tematiche che il nostro gruppo di lavoro avrebbe dovuto affrontare: cultura, turismo, istruzione, gemellaggi e sport, era opportuno incontrarci due volte alla settimana. Con buona pace del consigliere Stefano Benedetti ribadisco che la nostra commissione ha lavorato molto e bene, e se ha presentato un’interrogazione in consiglio comunale saremo ben lieti di rispondere coi fatti, ai suoi maldestri e consueti tentativi di gettare fango sul lavoro e sulla dignità degli altri. Continueremo a riunirci due volte alla settimana, con lo stesso impegno e la stessa passione continueremo a lavorare per la nostra città anche a gettone zero».

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