Sicurezza
Esuberi Acam, lavoratori in agitazione
L’azienda vanta crediti (non pagati) dai Comuni della Val di Magra e minaccia tagli di personale
SARZANA. L'autunno caldo della multiutility Acam è ufficialmente iniziato martedì scorso, con i lavoratori che hanno interrotto i consigli comunali alla Spezia, e poi a Sarzana e Ortonovo. Sull'azienda aleggia un debito che per i sindacati ammonterebbe a 500 milioni di euro e il piano per ritentrarvi porta con sé il fantasma di circa 180 esuberi. Erano circa 200 i dipendenti che hanno fatto irruzione a Palazzo Roderio venerdì scorso, chiedendo un colloquio con il sindaco Massimo Caleo.
«La politica ha realizzato questo – hanno fatto sapere con un comunicato - e adesso deve trovare una soluzione». Acam, a poco più di cento anni dalla fondazione, rischia adesso lo spacchettamento con la vendita separata di Acam Gas, che all'ultimo bilancio, quello del 2010, era in utile.
Dal Comune di Sarzana al momento nessun commento, ogni comunicazione è lasciata ad una prossima conferenza stampa. «Abbiamo avuto un confronto civile – fa invece sapere il sindaco di Ortonovo Francesco Pietrini – in cui i lavoratori ci hanno richiesto di non andare allo smembramento del gruppo e di preservare i posti di lavoro. Ci siamo riservati di decidere la nostra posizione in consiglio comunale con un confronto politico ampio».
Due anni fa la vendita alla bolognese Hera sembrava cosa fatta, ma poi l'esito del referendum del giugno 2011 e la mancanza di una discarica di servizio per la provincia spezzina ha fatto saltare tutto. Ed è proprio la questione rifiuti il vero tasto dolente: l'impossibilità di chiudere il ciclo ha portato consistenti perdite ad Acam Ambiente con la spazzatura portata addirittura in Ungheria, e per un certo periodo anche al Cermec di Massa.
«La procedura di ristrutturazione del debito – spiega il sindaco di Ameglia Umberto Galazzo – ha mantenuto il management attuale, che può cercare un accordo con i creditori che salvaguardi tutti i lavoratori. Lo sforzo oggi dev'essere nel garantire il mantenimento della territorialità per quanto possibile». Acam vanta inoltre più di un debitore nella pubblica amministrazione: i sindacati parlano di 20 milioni di euro di pendenze dai Comuni. La partita è quindi quantomai delicata. A fine ottobre è attesa una nuova assemblea dei soci convocata per approvare un nuovo bilancio che potrebbe vedere di nuovo i dipendenti schierati per chiedere risposte ai sindaci. (a.b.)
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