Finanza
Sel punzecchia ancora l’assessore Volpi
Ortori: «Non solo tagli, bisogna agire sulle entrate in maniera progressiva secondo il reddito»
MASSA. Sel continua a punzecchiare l'assessore al bilancio Alessandro Volpi. Era già accaduto durante l'approvazione del bilancio di previsione («tagli lineari, indiscriminati»), il bis l'altro giorno, sempre in consiglio comunale, per la manovra di assestamento di bilancio dovuta al riconoscimento di debiti ma anche per minori entrate (1,5 milioni) dovuti ad ulteriori tagli del governo (in tutto quest'anno già 5,2milioni).
La querelle. Il consigliere Simone Ortori a nome di Sel ha accusato, in sintesi, Volpi di eccessivo tecnicismo nell'elabotrazione del bilancio e soprattutto di non aver spostato il tiro dell’impostazione di bilancio dai soli tagli anche ad un aumento delle entrate agendo progressivamente su chi ha più reddito.
Ortori, in sintesi, ha spiegato, partendo dal quadro nazionale che «con la scusa di operare per contrastare la crisi, si mette in atto un processo costituente, che ha tutt'altra finalità: l'arretramento della presenza del soggetto pubblico nella società italiana. L'attenzione degli enti locali, deve spostarsi dai tagli alla spesa (perchè siamo arrivati al limite della paralisi dei servizi) alle politiche di entrata che, seppur nei vincoli di legge, devono essere la fonte primaria delle politiche complessive di bilancio. Questa operazione, difficilissima, non può che partire da un presupposto politico; la contribuzione fiscale progressiva da parte dei cittadini è il fondamento stesso della sopravvivenza di uno stato sociale e sbaglia chi sbandiera il "non aumento delle tasse" come risultato di politiche di equità fiscale.Oggi gli enti locali sono pesantemente vincolati anche in questa facoltà, ma è importante ribadirne i cardini politici alla luce di una nuova stagione che dovrà vedere il centrosinistra protagonista di una battaglia per il governo della città e del Paese».
Volpi ha sottolineato la differenza tra tecnicismo e competenza e ha ribadito che l'azione sua e dell'amministrazione è stata quella della massima attenzione ai bisogni delle famiglie. «I tagli non hanno riguardato i servizi e ben poco il sociale - ha detto in sintesi - C'è una visione politica in questo e non solo una risposta tecnica per far quadrare i bilanci. Imu e Tarsu poi sono imposte e tasse che non seguono il reddito. L’unica voce possibile sarebbe l'addizionale Irpef: ma questa non è stata toccata essendo già allo 0,7 per mille».
A gettare un po’ d’acqua sul fuoco di una polemica comunque in punta di fioretto ci ha pensato il sindaco Roberto Pucci che ha difeso l’operato di Alessandro Volpi ma al tempo stesso ha condiviso l’analisi di Ortori sugli enti locali sotto assedio («quando siamo entrati lo Stato dava al Comune 19 milioni ora ce ne già tolti dieci») ha assicurato che là dove sarà possibile il Comune interverrà sulle entrate puntando su una applicazione progressiva in base al reddito.
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