La manifestazione
«Canone anche sui beni estimati»
Franzoni: il Diritto Estense non determina la proprietà privata
CARRARA. Sul caso dei beni estimati delle cave (che non sono sottoposti al canone di concessione comunale ma solo al contributo regionale), interviene Nicola Franzoni di Futuro e Libertà: «Il Diritto Estense non determinava assolutamente la proprietà privata dei beni estimati ma concedeva in perpetuità lo sfruttamento degli agri marmiferi solo ed esclusivamente ai possessori di cava che avessero iscritto il proprio possesso al catasto sin dal 1731. Noto e pacifico che l'iscrizione al catasto dal 1731 non esiste per nessuna cava».
«Una situazione che – sottolinea Franzoni – rappresenta un danno stratosferico per le casse del Comune, visto e considerato che i beni estimati riguardano le cave migliori e quelle che escavano i materiali più pregiati, perché anche i beni estimati sarebbero obbligati a corrispondere il canone di concessione al Comune, mentre ad oggi pagano solo il 5% del valore attribuito al marmo sulla base della legge regionale 78-98».
Secondo Franzoni, inoltre, «la pratica dell'arbitrato è assolutamente illegale perché il Comune rinuncia alla sua sacrosanta potestà decisionale, demandando tale facoltà ad un arbitro di cui ad oggi non si conosce ancora il compenso».
Infine l’esponente di Futuro e Libertà, Nicola Franzoni, sottolinea che di «tutto ciò è già al corrente anche il vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Onorevole Fabio Granata, la Corte dei Conti, la Procura della Repubblica di Massa Carrara e altre Procure».
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