Il dolore
«Troppi camion alla Rocchetta»
Attività estrattiva a pieno regime, ma strada e pezzi e tanti pericoli
MASSA. Ancora la viabilità della Rocchetta al centro delle polemiche tra cittadini ed amministrazione comunale, per il degrado e la pericolosità della strada. Su questo problema sono state molte le prese di posizione da parte dei consiglieri comunali sia di minoranza che di maggioranza. Tutti hanno cercato di evidenziare, dando voce in questo modo ai molti cittadini della zona, la pericolosità e la precarietà di tale strada sottoposta al transito di mezzi pesanti provenienti dalle cave del bacino della Rocchetta. Un appello che era stato raccolto anche dalla commissione Mobilità e traffico del comune. «In giugno – spiega il consigliere del Pd Giovanni Ricci – il responsabile del servizio Mobilità e Protezione Civile, dopo un sopralluogo sul posto, segnalava la necessità di adottare provvedimenti limitativi in materia di circolazione stradale in località Fornello, causa la pericolosità di un tratto di via Rocchetta, a monte del serbatoio acquedotto, dovuto a smottamenti e dissesti della sede stradale».
Una richiesta che in un primo momento sembrava essere stata accolta tanto che il dirigente del settore ordinava con effetto immediato di istituire il divieto di transito a tutti gli autocarri con portata superiore alle 25 tonnellate A tutt’oggi però gli uffici preposti non hanno provveduto all’istallazione della cartellonistica. « La situazione si fa sempre più grave – spiegano alcuni cittadini – in questi giorni sono state fatte delle indagine geologiche che hanno messo in evidenza la pericolosità della strada, e come riferito dall'assessore Vivoli al più presto ci sarà bisogno di un intervento di messa in sicurezza». Intervento che dovrebbe essere realizzato direttamente dai concessionari della cava della Rocchetta . A preoccupare i cittadini della zona è soprattutto l’attività estrattiva della cava che si trova a monte dell’acquedotto comunale. Un’attività estrattiva che in questo periodo, data la buona qualità del marmo e il suo valore commerciale, si è intensificata. Mettendo a rischio la stessa montagna, sostengono gli abitanti: «Stanno mangiando il monte».
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