La manifestazione
Irpef e Imu, stangata da lacrime e sangue
L’opposizione: bisognava prendere più soldi dal marmo e cercare d i limitare i danni delle società partecipate
CARRARA. Bilancio lacrime e sangue approvato dal consiglio comunale: sì compatto della maggioranza, no dall'opposizione, l'assise unita solo nella critica al governo centrale e Zubbani promette, in futuro più entrate dal marmo.
Tre milioni in più dall’Irpef. A pesare su tutti i cittadini sarà innanzitutto l’addizionale Irpef, più che raddoppiata. Gli introiti passano da circa due milioni e 100mila euro, a ben cinque milioni e 150mila. Restano esenti i redditi fino a 10mila euro, ma sopra quella soglia si balza subito allo 0,575%, praticamente il doppio dello 0,3 attulae.
Circa 18 milioni da Imu e lapideo. Avranno un risultato analogo, in termini di entrate, il seettore lapideo (fra detriti e blocchi) e l’Imu, con la differenza che molti dei soldi che entreranno dall’Imu andranno a Roma, per quest’anno.
L’assessore: scelte dettate da Roma. «Al di là delle diverse opinioni, questa volta tutti hanno capito che le scelte anche dolorose di questa manovra sono state dettate da Roma»: così Giuseppina Andreazzoli, assessore al Bilancio del Comune di Carrara, commenta la seduta di mercoledì sera del consiglio comunale che, non senza polemiche, ha dato il via libera al bilancio 2012. Polemiche che hanno riguardato in primo luogo le scelte dell'esecutivo, contro il quale, se pur con toni diversi, si sono levate le critiche di tutto il consiglio, sindaco compreso: il ritardo nell'approvazione del testo (un bilancio di previsione, votato il 29 agosto ma per cui è arrivata una proroga fino a ottobre), i tagli dei trasferimenti ai comuni e ancora l'incognita sulla seconda tranche dell'Imu sono stati denunciati sia dalla maggioranza sia dall'opposizione, che hanno riconosciuto in modo pressoché unanime le difficoltà tecniche affrontate dalla Andreazzoli.
Anche in questo clima però, la valutazione della manovra messa a punto dall'amministrazione Zubbani è stata radicalmente diversa tra le due sponde dell'assise, con una spaccatura che si è focalizzata soprattutto sugli aumenti alle aliquote Imu e Irpef, sulla gestione del pianeta lapideo e delle partecipate.
«Questo bilancio attua misure di sacrificio, ne siamo consapevoli, abbiamo cercato di incidere meno sui redditi più bassi e su questo tema, quando l'opposizione ci chiede di non alterare le aliquote dovrebbe anche dirci dove andare a prendere i soldi per far quadrare i conti», ha commentato la Andreazzoli, rispondendo a distanza alle obiezioni sollevate soprattutto da Idv e Movimento5Stelle.
La prima a criticare il bilancio era stata Claudia Bienaimè, (Idv, Fabbrica della Sinistra, Verdi e Carrara Bene Comune) che anticipando tutti, alla vigilia del consiglio, aveva accusato l'amministrazione Zubbani di essere «forte con i deboli e debole con i forti», puntando il dito contro la stangata su Imu e Irpef e tornando a denunciare poca trasparenza nella gestione del settore lapideo e delle assunzioni dei dirigenti municipali.
L’opposizione: più soldi dal marmo, basta con i buchi delle paertecipate. Una linea condivisa anche dal Movimento5Stelle, che ha espresso un parere nettamente contrario rispetto alla manovra: secondo i grillini, «davanti al crescente fabbisogno finanziario del comune, dovuto non solo ai tagli del governo, ma anche al dissesto finanziario di Cermec ed Erre Erre, la scelta della giunta è stata quella di reperire le risorse finanziarie attraverso l'uso della leva fiscale» mentre la soluzione è «agire con decisione nei confronti di chi sfrutta le nostre cave di marmo».
E sulla gestione delle partecipate si è soffermato anche Lanmarco Laquidara, capogruppo del Pdl: «Il problema è che l'amministrazione è stata costretta a scelte obbligate per rimediare agli errori del passato. E così per sanare gli sperperi di questi anni, come le spese per le partecipate, Cermec in testa, o i premi ai dirigenti, il Comune è stato costretto ad aumentare Imu e Irpef».
La maggioranza: tutelate le fasce più deboli. In difesa delle scelte dell'amministrazione carrarese si sono schierati invece i partiti della maggioranza, "capitanati" dal Pd: «Nonostante la riduzione dei trasferimenti dal governo, siamo riusciti a far quadrare il bilancio senza alcuni taglio al settore sociale e in una fase di crisi come questa, si tratta di un risultato molto importante», ha dichiarato Roberta Crudeli, capogruppo del Pd che ha annunciato una doppia iniziativa del suo partito, sul fronte del lapideo, per arrivare a una regolamentazione dei cosiddetti beni estimanti e, sull'Imu, per verificare l'accatastamento di immobili rurali e di pregio, con l'obiettivo - in entrambi i casi - di aumentare le entrate nelle casse comunali.
Ancor più duro, nei confronti del governo Monti, è stato Massimo Menconi, capogruppo della Federazione della Sinistra, che ha accusato l'esecutivo di imporre dall'alto una fiscalità «lesiva dei più elementari concetti di democrazia partecipata» lodando poi all'amministrazione carrarese, per l'attenzione riservata al sociale e all'ambiente, ma condividendo i timori sulle partecipate, definite un «rischioso elemento di possibile instabilità finanziarie».
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