Il Tirreno

Baruffa fra pescatori, spunta un coltello

Baruffa fra pescatori, spunta un coltello

Due fratelli tagliano le lenze di un palamito e vengono inseguiti in barca e minacciati da padre e figlio

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CARRARA. Tagliano le lenze di un palamito durante una battuta di pesca sportiva e poi si danno alla fuga via mare da Riomaggiore fino a Portovenere. Rocambolesco inseguimento ieri pomeriggio nelle acque spezzine tra quattro carraresi: da una parte due fratelli, dall'altra padre e figlio. Per sedare la situazione è intervenuta una squadra nautica della Polizia di Stato su richiesta dei due fratelli spaventati dalla 'furia' dei concittadini. Intorno alle 18.40 la coppia di fratelli apuani, rispettivamente di 31 e 27 anni, hanno chiesto aiuto dicendo di essere minacciati da altre due persone, armate peraltro di coltelli. Tutti e quattro, dotati di licenze regolari per la pesca sportiva in quel tratto di mare, si sono trovati a pescare nello stesso specchio acqueo. La lenza dei due fratelli si era impiglia ad un grosso palamito (un lungo e robusto cavetto con numerosi braccioli dotati di ami) appartenente a due uomini, padre e figlio rispettivamente di 66 e 33 anni. Il palamito peraltro era segnalato, ma ciò non è bastato ad evitare un groviglio di lenze, esche e boe in un'area di circa 400 metri quadrati. La coppia di fratelli, impegnati in una battuta di pesca sportiva a tonni e pesci spada, ha deciso di estirpare dal mare il palamito: una mossa che ha fatto uscire fuori di senno padre e figlio che armati di coltello da pesca hanno minacciato i due fratelli. I due giovani hanno allora aperto il gas del loro natante per fuggire verso Porto Venere, costeggiando la costa di Tramonti, e chiedendo l'intervento della Polizia. Una volta giunti in calata hanno trovato gli agenti che hanno fatto ormeggiare le imbarcazioni e hanno tenuto separate le parti. Padre e figlio hanno giustificato la loro reazione perché a preparare quel palamito, a loro dire, era stata necessaria una lavorazione durata per tutto l’inverno: visto che vengono ancora costruiti a mano, come facevano i pescatori di una volta.

Alla fine nessuno è rimasto ferito, ma il 33enne è stato denunciato dopo che i coltelli da pesca sono stati sequestrati dalla Polizia. Tutti gli altri sono stati segnalati dall'autorità giudiziaria per danneggiamenti. Sul da farsi deciderà poi la magistratura.

Tra gli oggetti sequestrati, oltre alle lame, anche il prezioso palamito, evidentemente danneggiato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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