Il Tirreno

Tilde Corsi: con mio figlio un film sulle nostre cave

Tilde Corsi: con mio figlio un film sulle nostre cave

La produttrice presenta il ciclo di pellicole selezionate per il festival Convivere «Ho voluto fare un regalo alla città, e con Andrea racconteremo le Apuane»

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CARRARA. L’abbiamo raggiunta al telefono a Venezia. Reduce da una serata di grande soddisfazione, e in una veste del tutto particolare, quella di mamma.

Tilde Corsi, produttrice carrarese legata ai più importanti autori del cinema italiano, da Ferzen Ozpetek a Aureliano Amadei, tanto per citarne alcuni, è ancora emozionata dopo aver assistito, nel padiglione Italia della Biennale di architettura Venezia, al documentario del figliol, il 30enne Andrea De Sica, su Olivetti. Un docu-film che sarà trasmesso, in autunno nell’ambito della trasmissione Rai “La storia siamo noi”.

E, proprio da Venezia, oltre a presentare il ciclo di film da lei stessa selezionati per il festival Convivere (in programma a Carrara dal 7 al 9 settembre), annuncia un grande regalo perla città: «È un’idea che abbiamo da tempo - spiega Tilde Corsi - Adesso con mio figlio Andrea siamo pronti a girare un documentario sulle cave. Sarà una cosa fatta in famiglia, per abbattere i costi che, con questa crisi, stanno creando tanti problemi al nostro cinema».

Insomma Tilde Corsi nel duplice ruolo di madre e produttrice. Ma anche di una donna dalle radici carraresi, legata a doppio filo, per una lunga tradizione di famiglia, a al mondo delle cave e del marmo.

«Mio figlio Andrea si sente per molta parte carrarino, però ha anche l’occhio di chi è sempre vissuto fuori da qui - continua la Corsi - È proprio su questo che vogliamo puntare sulla realizzazione del documentario che coinvolgerà anche tanti amici che conoscono bene le Apuane».

In attesa del primo ciack tutto apuano, intanto, Tilde Corsi si prepara a venire in città per il festival Convivere di cui è una delle curatrici.

«Quest’anno ho scelto dei film veramente importanti, tre sono meravigliosi - annunciala produttrice - Da Terraferma di Emanuele Crialese a Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismaki, fino a Cous Cous di Abdel Kechice: sono davvero tre regali per la città, film rari che trattano in maniera delicata e suggestiva il tema dell’esclusione e dell’inclusione che è al centro del festival Convivere».

Il primo appuntamento con il grande cinema è per venerdì 7 settembre (alle ore 21) , con la conferenza di Marco Muller e, di seguito l’incontro con il regista Stefano Savona il cui film, «Tharir. LiberationSquare» aprirà la rassegna “Il cinema e il Mediterraneo” alla sala Garibaldi.(a.viv.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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