Il dolore
Spettacoli d’estate, quanto rumore
Lo sfogo di un cittadino: decibel sforati e fracasso fino all’alba
CARRARA. Anche lo spettacolo può essere un tormento. Lo ha sperimentato a proprie spese Pietro Marchini, di Marina di Carrara. «L’estate volge al termine e porta con sé un po’ della nostra libertà... Per fortuna si porta via anche il palco di piazza Menconi – spiega – con tutto il suo fardello di spettacoli belli e brutti, di serate piacevoli e di altre, troppe, all’insegna della rumorosità insopportabile per chi abita nelle adiacenze».
La colpa non va agli organizzatori ma a chi non ha rispettato le regole che questi hanno stabilito. «I decibel – spiega Marchini, testimone diretto – sono stati costantemente e abbondantemente sopra gli 80, quando era previsto non superassero (in deroga) i 60. Gli smontaggi di notte, alle ore piccole, con smartellamenti vari non si contano. Una domanda: quali provvedimenti verranno adottati nei confronti di chi non ha onorato gli impegni presi? Perché ascoltare musica è diventato un tormento? Ci sono bar che tengono lo stereo acceso fino alle prime ore dell’alba: chi controlla chi? Siamo in piena anarchia, da non confondere con quella sognata dai carraresi. Un suggerimento: se è vero che le casse del Comune sono “trinze”, impieghiamo le poche risorse per risistemare le piazze».
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