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Arrivederci al capitano Ciervo, l’Arma lo vuole a Caserta

Arrivederci al capitano Ciervo, l’Arma lo vuole a Caserta

PONTREMOLI. «Non è un addio ma un arrivederci». Parole dette con il cuore dal comandante delle stazione dei carabinieri di Pontremoli, Antonio Ciervo, che si sta preparando al suo trasferimento a...

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PONTREMOLI. «Non è un addio ma un arrivederci». Parole dette con il cuore dal comandante delle stazione dei carabinieri di Pontremoli, Antonio Ciervo, che si sta preparando al suo trasferimento a Caserta dopo sette anni passati alla guida della sezione pontremolese. «La Lunigiana mi è rimasta nel cuore – ha detto ieri con un pizzico di commozione nel corso di una semplice ceriminia di saluto in caserma – e certo rimpiangerò la tranquillità di questa terra ricca di bellezze naturali».

Il capitano prima della sua partenza prova quindi a tracciare un filo rosso delle azioni più importanti e significative compiute durante la sua presenza in Lunigiana. «Senza dubbi spicca quella che è stata definita “operazione Testarolo”, in cui è stato compiuto un intervento mirato e forte contro il traffico di stupefacenti», spiega. E poi inevitabilmente il ricordo non può che scivolare sui fatti legati alla cronaca nera, con in primis il caso della Manenti e del suo amante, con un falso incidente di caccia che in realtà nascondeva un freddo omicidio premeditato, e ancora i tristi casi del suicidio in carcere di un giovane marocchino o dell’episodio di pazzia omicida a Zeri.

Ma il Capitano ha voluto evidenziare come questi siano fatti isolati e che nei suoi sette anni di attività ha trovato nella Lunigiana «una terra tranquilla e serena che certo non posso sperare di ritrovare a Caserta. Credo che vada evidenziato l’ottimo rapporto umano costruito in queste sette anni, con le istituzioni locali, gli enti e associazioni e con la stampa. Ma soprattutto con i miei uomini con cui è stato facile e bello lavorare. Abbiamo dovuto adattarci gli uni gli altri all’inizio ma una volta cominciata a parlare la stessa lingua tutto è venuto da sé».

Riccardo Sordi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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