Sicurezza
Movida, ora parlano i titolari dei bar: così si rischia di chiudere
Una lettera firmata da Porfirio, Aisha, Samba e Barlume «Tutti insieme dobbiamo rilanciare il turismo a Marina»
CARRARA. Una lettera aperta in cui i titolari di alcuni dei locali più frequentati del cuore di Marina (la missiva è firmata da Porfirio, Aisha, Samba e Barlume) fanno sentire la loro voce dopo le tante polemiche sui decibel e la movida.
«L’estate 2012 è stata un estate difficile e piena di controversie che ha visto noi titolari dei locali, in mezzo tra la crisi, le richieste dei turisti, l'amministrazione comunale e i residenti di Marina - si legge nella lettera -Da una parte ci sono le diverse tipologie di turisti: quello che punta a passare una vacanza tra il relax della spiaggia, e il turista a cui piace passare la serata in centro tra aperitivi e un dopocena a base di musica e spettacoli, senza dover per forza spostarsi in macchina e raggiungere la Versilia. Poi ci sono i residenti che reclamano il diritto di poter riposare e vivere la città serenamente. Dall'altra parte ci siamo noi, titolari dei locali, che abbiamo cercato di fare il possibile per andare incontro alle richieste fatte dall'amministrazione comunale».
«I punti caldi di questi mesi, sono stati i decibel consentiti nei dehors, l'aggregazione dei ragazzi all'esterno dei locali che provocano schiamazzi fastidiosi e “degrado” alla città - continuano - Da parte nostra c'è stata la richiesta di un maggiore controllo sul territorio, che ha liberato il centro dallo spaccio». «Arriviamo infine - proseguono - alla lotta contro la musica dove sono state emanate delle ordinanze all'inizio della stagione in cui si vietava l'emissione sonora all'esterno di ogni locale, tranne previa autorizzazione. Abbiamo notato che nonostante questo i residenti non approvavano. Perciò seduti attorno ad un tavolo con le amministrazioni comunali, abbiamo deciso e provato a spostarci verso il litorale, tanto acclamato per spostare la movida. Ogni locale ha scelto una location dove poter organizzare i propri eventi, ma anche qui ci sono stati degli intoppi come per esempio le autorizzazioni negate ad agosto». «Ma allora? Dove finiscono i diritti dei residenti/turisti e dove iniziano i nostri?- si chiedono i firmatari della lettera - Molte persone pensano che i titolari di locali sia gente senza scrupolo, che disturbano esclusivamente il riposo delle persone. In realtà siamo persone con famiglie che ogni giorno lottano per mantenere un'attività in tempo di crisi, dando lavoro a tante persone, a partire da ragazzi, piccoli artigiani (fornai, pasticcerie ) fino ad arrivare alle grosse aziende di distribuzione che ci seguono ormai da anni. Il nostro è un investimento che va tutelato. È nostro diritto proteggere la credibilità della categoria».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
