Finanza
Cemento, ecco i numeri della bocciatura
L’assessore Vannucci: a Villa Ceci si potrà costruire solo su 18mila metri, ma la Regione insiste: 91mila metri edificabili
CARRARA. Alla vigilia della convocazione, in Regione, della Conferenza paritetica, che dovrà esprimersi sul piano regolatore, e a pochi giorni dalla pubblicazione sul Burt (bollettino ufficiale della regione Toscana) delle ragioni che, di fatto, hanno stoppato lo scorso luglio la destinazione di tre aree cruciali (Villa Ceci, Nazzano-Aurelia nord e Anderlino), si infiamma il dibattito sul nuovo piano. perchè, per la prima volta si parla dei numeri, o meglio di quanto (91mila metri quadrati secondo la Regione) il Comune vuole edificare a Villa Ceci. L’assessore Andrea Vannucci, fa il “pompiere” e assicura: «Nessun problema con la Regione, anzi dal punto di vista politico apprezziamo l’atteggiamento dell’assessore Marson e di tutta la giunta».
Vannucci: nessuna cementificazione selvaggia «Ma che cementificazione selvaggia a Villa Ceci! Il nostro obiettivo è creare, ma questa volta in maniera concreta, non a discorsi, un grosso parco pubblico nel cuore del territorio. Non abbiamo, e forse non avremo mai, i soldi per fare l’esproprio dai proprietari privati: per questo abbiamo previsto un 15% di edificabilità, di fronte a una cessione al pubblico dell’85%. Con la Regione nessun muro contro muro, siamo pronti al confronto e ad accettare suggerimenti. Se poi ci finanziano loro gli espropri e, in questo modo, a Villa Ceci si fa tutto e solo parco, ben venga». L’assessore all’urbanistica comincia col fare una precisazione. «So che quella del piano regolatore è una questione tecnica e molto complessa - spiega - Ma bisogna dire le cose come stanno: dalla Regione, fino ad oggi, non c’è stata alcuna bocciatura, solo la richiesta di convocazione (per il 27 settembre) della Conferenza paritetica interistituzionale affinché la stessa si pronunci sui possibili profili di contrasto con il PIT di alcune previsioni della variante generale al piano strutturale. Su tre fasce precise: Villa Ceci, Nazzano- Aurelia nord e Anderlino. Di fronte a questa richiesta siamo noi, come Comune, che abbiamo scelto di bloccare tutto, in attesa dell’esito di quell’incontro». E, per quel che riguarda Villa Ceci, l’assessore entra nel merito. «Rientra nelle aree, oggetto di discussione in Regione, a valenza ambientale per le quali è previsto un alto indice di cessione al pubblico. Per il caso di Villa Ceci si parla di un 85% rispetto a un 15% che resterebbe ai privati, per Anderlino si passa al 70% cessione pubblica e 30% che resta ai privati e gli stessi indici valgono anche per l’area di Nazzano e Aurelia nord». «A Villa Ceci - continua - è previsto un indice di edificabilità bassissimo, dello 0,006%: in sostanza 600 metri su una superficie di 10mila metri quadrati. Ma per noi, come Comune, se ci fossero i soldi per procedere agli espropri, direttamente, andrebbe bene. Su questo siamo pronti al confronto con la Regione».
Le contestazioni della Regione Una questione di numeri. Per la Regione l'intenzione dell'amministrazione di realizzare un parco urbano contrasterebbe con le ingenti quote edificatorie nell'intorno del complesso della villa e del parco stesso: quantificati in 91mila metri quadrati con destinazione residenziale, direzionale e turistico ricettive. E, inoltre, è previsto, in alternativa, di trasferire le quote edificatorie in altre aree che potrebbero generare ulteriori aggravi sulle risorse ambientali e paesaggistiche non valutati.
Nel parco si potrà costruire al massimo su 18mila metri L’assessore Vannucci fa chiarezza sulle cifre. O, meglio sui numeri della percentuale e dei metri quadri di edificabilità previsti nel polmone verde della città.
«La Regione ha considerato la dimensionalità non di Villa Ceci, ma di tutta la Utoe (unità territoriali organiche elementari) che comprende, oltre a questa area, anche la zona compresa da via Covetta fino a Gianpaoli, considerando quindi anche le segherie, gli opifici, le scuole e l’asilo che sono compresi in questa maxi porzione, Da qui sono usciti i 91mila metri edificabili, ma non si tratta di una cifra attribuibile a Villa Ceci». In realtà le cose, spiega Vannucci, stanno diversamente. «Il parco di Villa Ceci è di 30 ettari e, per capirci, cedendo 255mila metri quadrati al Comune vi si potrà costruire, al massimo, su 18mila metri, ossia nei 4 ettari restanti - conclude - Nessun’altra concessione, anzi la superficie potrebbe essere semmai ridotta».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
