Toscana
Apuafarma costruisce un forno crematorio a Turigliano
CARRARA. Per rispondere alla crescente richiesta di cremazioni, Apuafarma d'accordo con l'amministrazione comunale, sta lavorando al progetto per la realizzazione di un forno crematorio all'interno...
CARRARA. Per rispondere alla crescente richiesta di cremazioni, Apuafarma d'accordo con l'amministrazione comunale, sta lavorando al progetto per la realizzazione di un forno crematorio all'interno del cimitero di Turigliano. Si tratta di un'opera da 6-700 mila euro, per un impianto da un massimo di mille cremazioni all'anno, che verrà installato in una palazzina situata dentro il perimetro del campo santo, un tempo adibita a uffici dirigenziali ma da anni dismessa. «Si tratta di un modo per rispondere a un'esigenza sempre più forte del nostro territorio», ha spiegato il presidente della municipalizzata, Luigi Danesi, che insieme al direttore Francesco Buffoni e al responsabile dei servizi alla persona Giuseppe Brizzi, ha snocciolato tutta una serie di dati a sostegno del progetto. «Nei primi sei mesi del 2012 il 50 per cento delle salme è stato destinato alla cremazione. Ciò significa che nel nostro comune almeno 400 defunti hanno optato per questa opzione», afferma Brizzi. La richiesta, confermano i vertici di Apuafarma, è costante e in leggera crescita ma a fronte di questo trend, per i carraresi, usufruire del servizio sta diventando sempre più difficile: gli impianti di Pisa e Livorno, dall'inizio del 2012 non sono più accessibili e quindi i cittadini del nostro territorio sono costretti a spostarsi fino a Genova e Cesena, con un'impennata dei disagi e delle spese.
Di qui l'idea di dotare la città di un suo forno crematorio, che sorgerà al cimitero di Turigliano: il piano di Apuafarma prevede un impianto a una linea, in grado di effettuare 5 cremazioni al giorno e di coprire non solo la richiesta del nostro comune (che con il forno in funzione potrebbe salire del 10-15%, fino a 450 cremazioni all'anno) ma di rispondere anche a quelle dei territori limitrofi, come ad esempio la bassa Val di Magra, fino a un totale di 600 cremazioni all'anno. Un "regime" che consentirebbe all'azienda di rientrare delle spese di progettazione e costruzione nell'arco di 8-10 anni, visto che una cremazione costa all'utente circa 500 euro (il tetto massimo stabilito per legge è di 530 euro a salma). «Apuafarma si accollerà interamente i costi di realizzazione, attraverso un finanziamento bancario: l'impianto sarà scelto tramite gara mentre per la ristrutturazione dell'edificio valuteremo l'offerta più vantaggiosa tra quelle che ci presenteranno i nostri abituali interlocutori», hanno spiegato i dirigenti dell'azienda. La struttura, come prevede la norma, sarà dotata di un sistema di abbattimento delle emissioni e produrrà solo vapore acqueo. A quando l'inizio dei lavori? «Per queste strutture è necessario ottenere una lunga serie di permessi e autorizzazioni da enti come Arpat, Soprintendenza, Asl e Vigili del Fuoco. La nostra speranza - ha dichiarato il presidente Danesi - è quella di affidare l'appalto entro la fine di quest'anno in modo da essere pronti per la seconda metà del 2013». (c.ch.)
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