Italia
«Province, funzioni da definire»
L’assessore Baldini sposta il tiro del dibattito: «Pensiamo anche ai dipendenti»
MASSACARRARA. C’è chi, in Lunigiana, vuole l’annessione alla Liguria; chi, come l’unione dei comuni della Garfagnana preferisce una maxi Provincia con Massa Carrara, Lucca e anche Pistoia all’idea del governatore Rossi di un riordino delle Province che riprenda il tema delle aree vaste, nel caso Massa Carrara, Lucca, Pisa e Livorno. Idea questa che piace a tanti ma che ha già creato problemi interni al Pd nel momento in cui si va a parlare dei capoluoghi.
Insomma, si discute. Paolo Baldini, assessore provinciale allo sviluppo, taglia corto
«Delle due l'una: o esiste lo spazio per una proposta regionale che deroghi gli attuali criteri di popolazione ed estensione territoriale, o la partita è già finita».
Ma per Baldini sarebbe l’ora di sposatre il dibattito dai perimetri sulla carta alla sostanza, ovvero alle funzioni e alle competenze delle nuove province. «Conosciamo infatti - spiega - quali sono le funzioni conferite dallo Stato alle nuove Province, (pianificazione territoriale, ambiente, trasporto locale, strade provinciali ed edilizia scolastica), mentre non conosciamo quali sono le funzioni proprie della Regione il cui esercizio intende trasferire alle Province.Ritengo che l'individuazione prioritaria da parte della Regione di queste funzioni (turismo? sviluppo economico? programmi comunitari? formazione professionale? cito degli esempi) possa assecondare una proposta di riordino funzionale facendo emergere le vocazioni comuni, le omogeneità territoriali, i punti di forza ed anche quelli di debolezza: per approdare ad un assetto territoriale che abbia potenzialità di maggiore competitività e sviluppo».
Baldini fa un esempio: «In questi anni abbiamo collaborato con le altre province della costa toscana nel programma transfrontaliero Italia-Francia marittima, secondo criteri di eligibilità dei territori individuati dalla stessa Unione europea. Ora, se questa funzione sarà svolta in toto dalla Regione, il problema diciamo non si pone; ma se l'esercizio di questa funzione rimanesse in capo all'ente Provincia, risulterebbe ancora più stridente un accorpamento da Massa Carrara a Prato. E con questo non sto propugnando l'alternativa della maxi provincia di costa, perché ritengo che, pur in una logica di accorpamento, i criteri di adeguatezza e differenziazione previsti dall'art. 118 della Costituzione inducano a creare un ente intermedio di soglia "ragionevole" che, nel nostro caso, risulterebbe sufficiente con Lucca».
«C'è un altro aspetto - conclude l’assessore - che crea legittime preoccupazioni: riguarda il futuro delle persone impiegate nelle attuali province. Individuare quale esercizio di funzioni si intende trasferire alla nuova Provincia serve a delineare l'assetto di uffici e servizi e quindi delle persone che ci lavorano. Se questo non viene preliminarmente chiarito, anche le riunioni che si fanno con le organizzazioni sindacali non possono che "girare a vuoto".Può darsi che alla fine le cose rimangano come sono. Ma il tentativo va compiuto ed è sul lato di questa possibilità che la politica assume un suo dovere, mentre finora molti suoi rappresentanti si sono dimostrati assai distratti».
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