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Fiorella Mannoia canterà il suo “Sud”

Fiorella Mannoia canterà il suo “Sud”

Il 9 settembre il concerto che concluderà Con-vivere: «Carrara? La conosco, ma non quanto vorrei»

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CARRARA. Il 9 settembre Fiorella Mannoia sarà a Carrara con il tour "Sud", in occasione del festival Con-vivere.

Cos'è il Sud? E' solo un luogo geografico?

«E' un luogo geografico, ma anche emozionale, che trascina una storia che sento appartenermi. Sono attratta dal Sud. Se devo immaginare un viaggio, lo penso America latina o in Africa. L'idea è nata dalla lettura di un libro di Pino Aprile, col quale mi si sono accavallate riflessioni sul triste destino del Sud e che cosa è stato fatto a quelle terre, che pagano una politica predatoria».

Per restare in tema geografico, si esibirà a Carrara: conosce questa città, in cui è cresciuto Zucchero?

«L'Italia la giriamo tutta, ma la vediamo poco per via dei molti spostamenti. Col corso del tempo, vedi le città un po' per volta, per cui Carrara la conosco, ma non quanto vorrei».

Quanto è cambiata Fiorella Mannoia dai tempi di "Pescatore" con Bertoli ad oggi?

«In più di trent'anni si cambia molto. Sono una donna matura oggi e più definita. Allora i contorni erano più indefiniti, non sapevo in che direzione volessi andare, professionalmente parlando, ma anche come essere umano. I valori però sono rimasti intatti».

Il tour che sta portando in giro è oggetto di registrazione di un Cd?

«Al Forum di Assago abbiamo realizzato le registrazioni che si troveranno in un Cd e Dvd live, che usciranno a inizio ottobre».

Come si è trovata nella composizione anche dei testi?

«Per anni ho resistito a questa tentazione, un po' per pudore, un po' per eccesso di umiltà, anche perché non è facile scrivere, dopo avere collaborato con poeti di grande spessore. Questo disco, però, mi ha suscitato tanti pensieri e offerto tante nuove collaborazioni. Le loro storie mi hanno toccato al punto che mi hanno fatto partorire idee mie, totalmente nuove. Sono andata in Brasile. Ho toccato con mano molte realtà vere. Da quel viaggio umano è diventato naturale anche cimentarsi con lo scrivere testi».

Cosa pensa della situazione politica attuale, italiana e globale?

«Credo che siamo in una crisi globale pilotata, a discapito delle popolazioni più povere, per permettere ai ricchi di diventare ancora più ricchi. Il liberismo selvaggio che ci fanno sembrare come l'unica chiave per poter lavorare sta portando il popolo a diventare grato della propria schiavitù. Quello che sta succedendo all'llva di Taranto, dove gli operai vogliono quel lavoro, pur sapendo he rischieranno la loro vita per quel posto. Si sta chiedendo la propria schiavitù e credo che questo non sia capitato a caso. La schiavitù non è finita. E' solo diventata più subdola e potrà anche dilagare, salvo che qualcuno si possa ribellare, come i latinoamericani che stanno chiudendo le porte ai loro predatori». (d.d.f.)

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