Il Tirreno

Si ferisce durante un prelievo, paura per un volontario

Si ferisce durante un prelievo, paura per un volontario

Il giovane ha atteso 5 ore al pronto soccorso per poter fare gli esami di controllo. Ed è polemica

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Si è bucato un dito mentre stava effettuando un prelievo del sangue a un paziente. L’ago era lo stesso usato per quell’uomo che era seduto sulla poltrona del laboratorio della Misericordia San Francesco. Erano le cinque del mattino. Il volontario, poco più che ventenne, è stato preso dal panico, ha tolto il guanto e ha visto il buchino. Si è fatto accompagnare dal presidente dell’associazione Desiderio Antonioli.

Nessun dramma, cose che succedono. il paziente poi non era di quelli a rischio e quindi serviva soltanto una verifica di laboratorio per essere certi di non aver contratto alcuna patologia. Soltanto che il ragazzo è entrato al pronto soccoirso una manciata di minuti dopo le 5 e alle 11 non era ancora uscito perché stava facendo la fila come tutti gli altri. Per lui, nonostante stesse svolgendo una mansione sanitaria quando si è ferito, nessuna corsia preferenziale. «Adesso basta - ha sbottato -. Visto come mi trattano non vedo perché devo fare il volontario. D’ora in poi me ne rimango a casa. Non rischioo la salute e non perdo il mio tempo al pronto soccorso». Uno sfogo comprensibile che però ha fatto arrabbiare il presidente della Misericordia Antonioli. Nel mirino il sistema sanitario: «Non è possibile che i nostri9 volontari debbano fare la stessa fila dei pazienti normali. Non si tratta di un privilegio, ma di un diritto quello di essere visitati per primi. Del resto anche infermieri e medici quando si fanno male seguono un protocollo differente di quello dei comuni cittadini». Non solo: ad aggravare le cose ci si è messa anche una dottoressa che per molto tempo è rimasta irreperibile. Stava lavorando anche lei, ma è stato impossibile contattarla.

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