Sicurezza
Nasce il ticket sui trasporti in ambulanza
I viaggi per andare a curarsi all’ospedale saranno a pagamento anche se c’è la richiesta del medico. Resta gratis l’urgenza
MASSA. Non saranno dipinte di giallo e non avranno l’insegna sul tettuccio, ma per salirci sopra si dovrà pagare lo stesso. Ambulanze come taxi: per usufruirne si pagherà un ticket. L’ipotesi è al vaglio della Regione Toscana e potrebbe diventare realtà in un futuro non troppo lontano. Il servizio, ad oggi, in Toscana è gratuito se c’è una prescrizione medica a motivarne il trasporto. Ma diverse regioni hanno già introdotto il ticket e nella riorganizzazione del 118 al vaglio della Regione, Firenze potrebbe prendere ad esempio quei modelli.
Gratis solo le urgenze. Sia chiaro: per le urgenze il trasporto rimarrà gratuito. Per tutti i trasporti sanitari non urgenti, cioè per i casi in cui i pazienti vengono accompagnati a fare terapie ed esami, invece, si pagherà. Nell’elenco ci sono i dializzati, i pazienti oncologici, quelli ricoverati a casa per patologie croniche, chi deve fare riabilitazioni. Saranno invece esonerati dal ticket coloro che non possono alzarsi dal letto.
Tre viaggi su 4 a pagamento. «Nella provincia di Massa-Carrara ogni anno vengono effettuate 100mila prestazioni per un costo complessivo di 5 milioni di euro», spiega Roberto Vatteroni, direttore del 118 di Massa-Carrara. «Il trasporto ordinario riguarda i tre quarti del totale; un quarto dei trasporti sono emergenze». Diciotto associazioni di volontariato, tra Misericordia, Pubblica assistenza, Croce Rossa e altre, fanno trasporti su ambulanza in provincia e la Asl rimborsa le spese sostenute. «In tempi di cronica mancanza di fondi – spiega Vatteroni – la lotta agli sprechi è sacrosanta ma la legge che regola il trasporto sanitario è già di per sé restrittiva: non si regala niente a nessuno».
Niente di ufficiale. Vatteroni precisa che di non aver avuto nessuna comunicazione ufficiale in merito da parte della Regione, neppure nell’ultima riunione che si è tenuta a giugno. La notizia è stata però confermata nei giorni scorsi dal suo collega dell’Asl 12 di Viareggio, Andrea Nicolini. Molte cose, però, andranno chiarite, a partire dalle modalità del pagamento. Un trasporto può costare diverse decine di euro: è plausibile che un malato si accolli una spesa di 40 euro o più ogni volta che deve farsi curare? Probabilmente si opterà per una compartecipazione della spesa, anche se dubbi non mancano.
Balzello per una vita. Un paziente in dialisi può aver bisogno dell’ambulanza per recarsi all’ospedale anche due volte a settimana per molti anni. Il ticket, a quel punto, non sarebbe un semplice “biglietto” per un passaggio in ambulanza, ma un vero e proprio balzello che non tutti possono permettersi. «In queste fasce di utenti introdurre un ticket per il trasporto sanitario è molto grave», spiega Maria Pia Messina, presidente della Croce Rossa di Massa. «Gli anziani soprattutto stanno vivendo grosse difficoltà. Non parlo dal punto di vista dei costi per la gestione del servizio ma, come Croce Rossa, parlo prima di tutto dal punto di vista umanitario. Ci sono malattie croniche che durano anni e non tutti possono pagare».
Una pericolosa fuga dalle cure. «Un ticket sui trasporti sarebbe deleterio per un’utenza che già si trova a soffrire», spiega Desiderio Antonioli, presidente della Misericordia San Francesco di Massa. «Conosciamo molti casi di persone in difficoltà economiche che abitano in zone impervie o in palazzi senza ascensore e non potrebbero curarsi senza i trasporti sanitari. Se introducono il ticket per l’ambulanza, la gente smetterà di curarsi».
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