Sicurezza
«Cri a scopo di lucro» Contro il bagno parte un esposto
Accuse per la gestione data al figlio dell’assessore Brizzi La Croce rossa non ci sta: «Abbiamo nominato un perito»
MASSA. Bagarre a suon di esposti attorno allo stabilimento balneare della Croce rossa italiana di Marina di Massa. A scatenare le polemiche e a dare lavoro alle toghe è il consigliere comunale del Pdl Stefano Benedetti. L’azzurro accusa la Cri , il Comune e l'affidatario delle attività oggetto della concessione demaniale marittima del 22.07.2003. Si tratta della cooperativa Arredo casa di cui è amministratore Jacopo Brizzi, figlio dell'assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Brizzi. Secondo l’azzurro il padre all'epoca dell'affidamento era assessore alle Attività produttive, «lo stesso settore che controlla e vigila sulla regolarità delle concessioni e degli affidamenti». L’assessore, che ha deciso di non replicare ma annuncia a sua volta azioni legali , però ha precisato che quando la gestione è stata affidata alla cooperativa lui non era più assessore da tempo.
«La cooperativa - dice Benedetti - ha gestito illegalmente lo stabilimento balneare per circa cinque anni priva assolutamente dell'autorizzazione prevista poichè è stata rilasciata dal Comune solamente il 20 giugno 2012. Quindi è evidente che per qualche incomprensibile motivo, secondo me riferibile a una omissione, la gestione del bagno è stata irregolare. In questo caso, si tratta di comprenderne il motivo e accertare la presenza o meno di situazioni di illegalità, chiarendo anche i rapporti intercorsi fra il soggetto affidatario e il concessionario Croce rossa italiana (Il presidente all'epoca era anche funzionario del Comune di Massa )».
«L' altro problema - continua il consigliere - è l' attività di lucro che, a mio avviso, la Croce rossa italiana non potrebbe svolgere in quanto associazione benefica finanziata dallo stato italiano. Lo stabilimento balneare è nato con scopi benefici e sociali, ma attualmente è stato affittato ad una società privata che lo gestisce anch'essa a scopo di lucro e poco conta se è stata pubblicizzata una iniziativa di solidarietà con l' ospitalità di quindici bambini di San Possidonio, poichè in questo caso il bagno ha incassato regolarmente i suoi quattrini dal Cral, come dichiarato pubblicamente dal suo segretario Nino Mignani .
La Cri ha affidato tutto a un perito per capire se sono state commesse delle irregolarità, ma respinge le accuse di lucro di Benedetti: «Il comitato locale di Massa non riceve alcun finanziamento dallo Stato; l'incasso derivante dall'affidamento della gestione della casa per ferie Cri viene interamente utilizzato per finanziare le attività sociali e sanitarie dell'ente». E conclude: «Per quanto concerne le ulteriori accuse, tutte da dimostrare, diciamo che è stato incaricato un professionista del settore per verificare quanto da lei asserito».
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