Finanza
Partorisce d’urgenza al pronto soccorso
E’ accaduto all’ospedale di Sarzana dove non c’è più il punto nascita. Mamma e bimbo stanno bene
SARZANA. L’altra notte una donna rom che vive in un campo nomadi nella zona di Sarzana, si è recata, accompagnata dal marito, al pronto soccorso di Sarzana: aveva le doglie, e non c’è stato il tempo di trasferirla con un’ ambulanza all’ospedale della Spezia.
Così ha partorito un bel bambino, che è stato chiamato Luca: il nome sarebbe stato scelto per ringraziare il medico, che si chiama così, che con altro personale del pronto soccorso ha assistito la donna durante il travaglio e fino al lieto evento. Tutto è andato bene.
Poi, mamma e figlio sono stati trasportati all’ospedale spezzino S. Andrea: entrambi stanno bene, da quanto si è appreso.
Ma il fiocco celeste al pronto soccorso è la conseguenza del fatto che da circa due anni all’ospedale sarzanese non è più in funzione il punto nascite.
Una sorte toccata nel tempo – nell’ambito della razionalizzazione dei servizi operata dalle Asl – anche alle “Maternità” degli ospedali di Carrara, Fivizzano, e Pontremoli (ultima chiusura in ordine di tempo, avvenuta nel 2011 con grandi proteste della popolazione).
Le donne della Lunigiana instato di gravidanza, possono ora fare queste scelte: andare a partorire a Massa nel moderno reparto materno infantile dell’Asl 1, alla Spezia, oppure altrove. Idem per le donne sarzanesi.
Di fatto i due punti nascita, quello spezzino e quello massese, che si trovano ai lati opposti di un vasto territorio fatto di tanti piccoli comuni e frazioni montane, distano parecchi chilometri l’uno dall’altro.
Ed è accaduto diverse volte che all’ospedale di Pontremoli, dopo la chiusura del punto nascite, ci siano stati casi di emergenza: si sono presentate donne in procinto di mettere al mondo i figli, per cui, per la loro sicurezza e per quella del nascituro, è stata riaperta in tutta fretta la sala parto.
Contro la chiusura del punto nascite di Pontremoli, la polemica è stata lunghissima, ma il risultato è che alla fine, è stato chiuso.
Stessa situazione per quello di Sarzana.
Così ora nella vallata del Magra c’è un bacino di circa 70.000 abitanti. Ma zero punti nascita.
La Maternità della Spezia ha incrementato i parti (da circa 900 a oltre mille l’anno) , da quando è chiuso il punto nascita di Sarzana, ma pare che parte del bacino di utenza si sia spostato anche su altri ospedali.(c.c.,f.r.)
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