La manifestazione
«Mio figlio è morto i suoi sogni vivono»
Struggente lettera della mamma di Antonio Zefiro A lui dedicato il Memorial per aiutare i bimbi che soffrono
CARRARA. Per ricordare un ragazzo scomparso il 23 maggio 2005 all’età di 20 anni, Antonio Zefiro, che ha lasciato di sè un ricordo indelebile, oggi verrà disputato al campo Fossa dei Leoni, un Memorial a lui dedicato e con finalità umanitarie a favore – come spiegano la famiglia di Antonio e l’Asd Atletico Carrara dei Marmi con il Coni e la Figc – della Fondazione “Aiutare i bambini” onlus, volta a sensibilizzare l’adozione a distanza di bambini che vivono in condizioni estreme.
Un triangolare di calcio fra le squadre Atletico Carrara, Carrarese e Spezia della Categoria Allievi A. «Antonio – così viene ricordato – prematuramente scomparso all’età di 20 anni, ha lasciato di sé un ricordo straordinario in tutti coloro che lo hanno amato e conosciuto. Amava la vita, lo sport e l’amicizia. Sempre pronto a sostenere i più deboli, in continuità con i suoi valori».
Il programma del triangolare: alle 17,30 Cararese-Spezia; alle 18 Atletico Carrara e la squadra perdente del primo incontro; alle 18,30 Atletico Carrara e la vincende del primo incontro. Alle 19,30 la premiazione
La mamma di Antonio, Brunella Devoti (referente volontaria di “Aiutare i bambini” per la nostra provincia) ha affidato i suoi sentimenti a una lunga lettera nella quale dice, fra l’altro: «Antonio è con me qualsiasi cosa io faccia». «Dopo 7 anni continuo a vivere nel suo ricordo. Antonio era un ragazzo di 20 anni come tanti ma coraggioso e con un cuore immenso, sempre pronto a difendere i più deboli e senza paura verso i più forti. E che ha saputo pagare per questo. Amava l’arte, la scultura e nel disegno esprimeva tutti i suoi sogni. Sogni che, purtroppo, lì sono finiti. A distanza di 7 anni continuo a chiedermi se morire sia una cosa brutta o se, invece, sia un viaggio, una trasformazione. Non so. Ancora non ho trovato certezze. So solo, però, che io sono con lui e che insieme condividiamo questa difficilissima esperienza e che, come lui, devo esserne all’altezza».
E scrive inoltre: «Antonio c’è. Vive lontano ma c’è. C’è perché, per mano, mi sta guidando verso la realizzazione dei suoi sogni. C’è perché riesce a trasmetterci la forza ed il coraggio per continuare. C’è perché ci ha reso migliori. E per me, lo sforzo per essere migliore è un regalo dedicato ai miei figli. Se dovessi pensare che tutto è accaduto invano e che io non sono all’altezza di realizzare i sogni di Antonio, sarebbe davvero una beffa infinita. L’Eritrea, l’attività di volontariato, il sostegno alle mamme in difficoltà sono il miracolo che Antonio è riuscito a compiere. Il dolore per la perdita di un figlio è insuperabile. Si impara a conviverci, si cammina insieme, ci si evolve, insieme nel rapporto eterno di una mamma e di un figlio. Ma certo è che se la vita ha un senso, anche il dolore deve averlo. Ci deve aiutare a fare un passo avanti nella vita, a farci crescere nell’amore e nella carità. La strada da percorrere è straordinariamente difficile. Certo non dobbiamo arrenderci e, sempre, essere degne della forza e del coraggio dei nostri figli che, sicuramente, da qualche parte dell’immenso universo, ci guardano e ci sorridono».
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