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Artigianato, crisi nera: persi 35 milioni

Artigianato, crisi nera: persi 35 milioni

L’analisi della Cna: a soffrire è soprattutto il settore delle costruzioni (-10,1%), il fatturato crolla da 321 a 288 milioni

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CARRARA. Maglia nera per l'artigianato apuano: Bruciati 35 milioni di euro di fatturato (meno 10,6%), a trascinare verso il fondo l'artigiano apuano è il crollo delle costruzioni (-10,1%) unitamente a quello del manifatturiero(-21,4%), due dei principali motori dell'economia locale. In calo anche i consumi (-2,3%), le retribuzioni (-3,2%) e gli investimenti (-23%). Reggono invece i servizi (-3%) che restano comunque in passivo. A fotografare lo stato di salute dell'artigianato e delle piccole e medie imprese apuo-lunigianesi è l'autorevole indagine Trend realizzata da Cna (info su www.cna-ms.it) che legge ed analizza tutti i dati di contabilità delle imprese (fatturato, costi e investimenti).

I dati sono relativi al 2011 e dipingono un quadro davvero drammatico e preoccupante. «Il 2011 è stato probabilmente il peggiore degli ultimi 20 anni della nostra economia artigiana - analizza Paolo Ciotti, direttore provinciale Cna - che ha però evidenti ripercussioni nel 2012. Le performance delle nostre aziende non sembrano avere subito variazioni positive in questi mesi: resteremo in una fase di recessione. Non cresciamo, al contrario bruciamo fatturato. Gli indicatori potevano essere meno pesanti purtroppo paghiamo il peso dell'immobilismo e l'assenza di scelte decise da parte della nostra pubblica amministrazione. Chi amministra il territorio ha fatto veramente poco per evitare questa situazione; non si è preoccupato di salvaguardare le piccole imprese che rappresentano il 95% della forza lavoro presente sul territorioattivando quelle essenziali e più volte invocate politiche di sostegno. Ci si è dimenticato di chi sorregge, oggi, il territorio».

Ciotti riprende uno dei temi cari all'associazione degli artigiani, quello della centralità della piccola impresa nello scacchiere economico apuano, e non solo: «Nei prossimi appuntamenti elettorali ci ricorderemo della scarsa considerazione nei confronti delle piccole imprese in questa fase storica delicata e straordinaria - annuncia - valuteremo con attenzione programmi, progetti ed iniziative, e sosterremo chi avrà il coraggio di rompere gli schemi». A conferma delle dure constatazioni di Cna i numeri sul fatturato passato in un anno da 321 milioni di euro a 288. Una botta da 35 milioni di euro che, legata al crollo degli investimenti (-14 milioni di euro rispetto all'anno prima) fanno presagire ancora mesi durissimi. «La voce degli investimenti denota scarso ottimismo e coraggio, e questo è un segnale molto preoccupante analizzato nel suo complesso - spiega ancora Ciotti - La flessioni è evidente in tutti e tre i comparti anche se l'andamento nel corso dei semestri è diverso: il manifatturiero registra una dinamica complessivamente discendente, nonostante la timida ripresa registrata nel corso del primo semestre 2010 mentre i Servizi e le Costruzioni descrivono una curva simile con un secondo semestre 2010 e 2011 molto negativo, interrotti da un primo semestre 2011 di forte crescita".

La crisi dell'artigianato locale è da imputare, come anticipato, alla crisi delle costruzioni: nonostante subiscano una diminuzione di oltre 18 milioni di euro rispetto al 2010, restano il settore principale dell'economia artigiana della Provincia con un fatturato di 152,9 milioni di euro pari al 53,2% del totale. A sorprendere è il volume di perdita che ha evidenti effetti sul quadro generale: -10% contro il 2,3% regionale. «Ma continuiamo a lasciare che i pochi appalti del territorio finiscano fuori, ad aziende che provengono da altre provincie - sottolinea Ciotti - dall'Ospedale Unico al mattatoio. E ci permettiamo di pagare le imprese a 900 giorni per lavori eseguito entro 180 giorni. Ci riferiamo a questi aspetti quando parliamo di scarso sostegno e di incapacità di leggere il territorio».

Da brividi la performance del manifatturiero, l'altro grande motore dell'economia apuana.Con un fatturato di circa 52,6 milioni di euro, il manifatturiero rappresenta il 18,3% dei ricavi totali dell'artigianato.

In termini assoluti registra una diminuzione di circa 14 milioni di euro (-21,4% rispetto al - 6% del 2010), con tutti i settori che chiudono in negativo anche se al suo interno vi sono delle differenze. È soprattutto il risultato deludente della metalmeccanica (-24,3%), il settore più importante che rappresenta il 74,9% del comparto locale, ad influire sulla performance complessiva. Il fatturato della metalmeccanica raggiunge nel 2011 i 39,4 milioni di euro perdendo per strada oltre 12 milioni di euro. Conclude Ciotti: «La crisi sta diventando strutturale e sta contaminando anche le realtà che fino ad oggi sono riuscite a costruirsi unpercorso positivo. Da questa crisi usciremo con le ossa rotte e fortemente ridimensionati ma ne usciremo. E' però con rammarico che dobbiamo evidenziare che, nonostante i tantissimi segnali lanciati in questi anni, si sia fatto veramente troppo poco per salvare il salvabile. Non è la crisi internazionale la sola colpevole della débâcle economica del nostro territorio. Le nostre voci restano inascoltate, ma siamo gli unici a potere fornire indicazioni alle amministrazioni su come risolvere i problemi».

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