Sicurezza
«Ma con qualcuno il Comune ha avuto la mano più pesante»
CARRARA. Ma il prezzo medio del marmo a tonnellata, da noi pubblicato in questi giorni, è sempre... il prezzo giusto, o è un po’ “sottostimato”? Abbiamo chiesto un parere al fiscalista Giulio...
CARRARA. Ma il prezzo medio del marmo a tonnellata, da noi pubblicato in questi giorni, è sempre... il prezzo giusto, o è un po’ “sottostimato”?
Abbiamo chiesto un parere al fiscalista Giulio Andreani: «Innanzitutto - fa notare - ogni tipologia di marmo presenta valori di mercato diversi a seconda della natura del materiale scavato (blocchi di prima qualità, di seconda qualità, informi, ecc.). Il valore medio di ogni tipologia di marmo è pertanto il risultato di una media, che non è una media "semplice" ma "ponderata", nel senso che presuppone la conoscenza della ripartizione delle quantità scavate per qualità e sub-qualità. Poichè tale ripartizione non è nota, la determinazione del valore medio di mercato del marmo non è agevole e non può in ogni caso essere considerata "certa" nè "precisa"».
Non solo: «Il valore di mercato del marmo escavato rilevante ai fini degli importi dovuti al comune di Carrara a titolo di canoni concessori e di contributo "regionale" è costituito dal valore del materiale in cava e non corrisponde - e non può essere quindi confuso - con quello di vendita e tanto meno con quello di vendita all'estero o anche solo presso depositi ubicati al di fuori dell'area di escavazione. Infatti il valore di vendita comprende (nel senso che deve remunerare e coprire) anche i costi commerciali, amministrativi, di trasporto, assicurativi e generali, gli oneri finanziari, le imposte sui redditi e un adeguato utile commerciale, vale a dire una serie di fattori che nulla hanno a che vedere con il valore del marmo in cava. Conseguentemente il valore di vendita del marmo nel mercato nazionale o, a maggior ragione, in quello internazionale non coincide affatto con (ed è, anzi, in genere assai diverso dal) valore del marmo in cava, che rileva ai fini della determinazione degli importi dovuti al comune, con il quale non è conseguentemente comparabile. Per questo motivo alcuni dei valori stabiliti dall'amministrazione comunale sembrano modesti, ma in realtà non lo sono». Ciò non toglie che, secondo Andreani, «Le situazioni delle imprese di escavazioni non sono comunque tra loro omogenee. Il che significa che le mie considerazioni sono più appropriate per alcune e meno per altre: con qualcuno l'amministrazione comunale ha avuto la mano più pesante che con altri». E c’è un problema di fondo: «Non v'è dubbio che a tutt'oggi il marmo non sia sufficientemente valorizzato. Un cambio di passo sarebbe possibile grazie a più consistenti investimenti commerciali nei mercati internazionali, il che richiederebbe a sua volta una maggior dimensione delle imprese e quindi una loro integrazione e/o concentrazione, e attraverso la creazione di cartelli (cioè intese) tra le imprese: paradossalmente uno dei motivi della mancata valorizzazione del marmo è rappresentato dall'assenza di un oligopolio e non, come spesso è erroneamente da taluni lamentato, dalla sua presenza. Chi avesse difficoltà a comprenderlo pensi (magari mentre sta facendo rifornimento di carburante dal benzinaio) all'andamento dei prezzi del petrolio e della benzina e a come essi vengono determinati dai rispettivi produttori...».
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