Il dolore
«Niente ritardi solo domande non corrette»
MASSA. Alla richiesta di chiarimenti risponde il direttore regionale dell’Inps, Fabio Vitale. «Sul piano organizzativo smentisco categoricamente che all’Inps di Massa-Carrara ci siano ritardi nell’er...
MASSA. Alla richiesta di chiarimenti risponde il direttore regionale dell’Inps, Fabio Vitale.
«Sul piano organizzativo smentisco categoricamente che all’Inps di Massa-Carrara ci siano ritardi nell’erogazione della cassa integrazione dovuti al fatto che ci sarebbe un solo addetto a svolgere questa attività. La cassa integrazione risulta essere pagata in 30 giorni».
Eppure in cento aspettano.
«Attualmente abbiamo 129 lavoratori che devono ancora percepire la cassa integrazione ma sono domande, 74 in tutto, presentate il 9 agosto, dunque siamo pienamente dei tempi».
Allora, come si spiega?
«Se il ritardo risale ad aprile è perché le domande fatte all’Inps dalle aziende non sono perfezionate: manca qualche requisito sostanziale o formale. L’Inps ha già sollecitato le aziende a rivedere le domande».
Perché gli uffici hanno detto che il ritardo è dovuto a mancanza di personale?
«Capisco che possa esserci qualche dipendente che manifesta malcontento e dia un’informazione frutto di sue elaborazioni. Ma il problema di un unico addetto alla liquidazione degli assegni è esistito solo fino a fine maggio. Poi abbiamo fatto un’attività formativa e ora ci sono altri due addetti, quindi tre in tutto».
Cosa devono fare i lavoratori che attendono la cassa integrazione?
«Capisco che chi rimane senza salario vive una situazione drammatica. Ma spesso si accusa l’Inps di non pagare mentre sono le aziende che sbagliano il modello Sr41».
Perché è difficile, anche per un sindacalista, ottenere informazioni sulle pratiche?
«Se c’è qualcosa che non va il sindacalista vada dal direttore provinciale che ha il dovere di dare tutte le spiegazioni: non si fermi al dipendente e alla sua personale spiegazione». (f.f.)
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