Finanza
«Irola rischia lo spopolamento»
Abitanti preoccupati: disagi per la viabilità. Il sindaco: per sistemare la strada occorrono 100mila euro
VILLAFRANCA. La Lunigiana è disseminata di tanti piccoli paesi, rimasti con pochi abitanti, quasi tutti anziani. Una lotta continua contro lo spopolamento, lenito solo dall’arrivo di villeggianti (in molti casi stranieri) in estate. Se poi ci si mette come nel caso di Irola, anche una strada che frana e la mancanza di finanziamenti comunali per sistemarla, i problemi di chi ci abita crescono e invogliano ad andarsene.
La frazione ha in inverno una trentina di abitanti, per lo più anziani, e in estate arriva a un centinaio: è divisa in Irola di sotto e Irola di sopra.
Dall’alluvione del 25 ottobre 2011, uno smottamento sottostrada ha compromessola viabilità di accesso e di uscita dal paese di sotto, e ai residenti è vietato, per motivi di sicurezza da un’ordinanza, di percorrere quella strada. Pare però che non tutti rispettino il divieto, per evitare di dover passare dalla via che sale a Irola di sopra, per poi ridiscendere. In pratica gli abitanti di Irola di sotto, in alternativa alla via interdetta, devono allungare il tragitto di 4 o 5 chilometri.
Disagi apparentemente non eccessivi, qualche minuto in più di percorrenza per le auto (o per mezzi di soccorso come le ambulanze se ce ne fosse bisogno), ma comunque disagi. «Per questo – racconta un abitante – domenica scorsa abbiamo fatto un’assemblea in paese, per parlare un po’ della situazione. Qua si rischia lo spopolamento. La via di Irola di sotto non viene sistemata, e quella di Irola di sopra, stretta, è asfaltata ma piena di buche e in parte neppure segnata sulle carte. Ci sono piante sporgenti, abbiamo tutte le auto graffiate. A inizi agosto sono venuti a pulire un po’, poi stop. Per sistemare la via dove c’è lo smottamento, secondo noi basterebbe una ruspa: sotto c’è la roccia. Ma non vengono fatti lavori, e se comincia la stagione delle piogge la situazione potrebbe peggiorare».
Nei giorni scorsi l'opposizione consiliare villafranchese ha criticato l’amministrazione per il perdurare del problema viario nel paese. Lo smottamento, che fu causato dall'alluvione del 25 ottobre scorso, rimane a testimonianza della furia che si scatenò sul territorio, colpendo anche il comune di Villafranca, sebbene in maniera minore rispetto ad altre zone.Ma che i lavori necessari siano facili, il sindaco non lo conferma, anzi: «Purtroppo la tempistica non è sul breve termine per la sistemazione della viabilità. – afferma il primo cittadino Pietro Cerutti – Abbiamo inserito questa criticità tra le richieste di somma urgenza per gli interventi riparatori post alluvione. Dobbiamo attendere i tempi tecnici, aspettare che siano sviluppati i progetti e che i lavori siano finanziati».
Attualmente i fondi che la Regione poteva mettere a disposizioni sono già stati distribuiti ai Comuni limitrofi, cioè Mulazzo ed Aulla, che hanno subito pesantemente la furia dell’alluvione.Il punto focale, secondo il sindaco, rimane quindi il reperimento dei soldi necessari a far partire il cantiere: «La spesa totale dell'intervento -spiega Cerutti - è stimata sui 100mila euro, stiamo trovando però difficoltà ad averli dalla Regione. Il finanziamenti che ci erano stati assegnati li abbiamo già impiegati nella messa in sicurezza delle scuole materne. Per la strada di Irola serve l'intervento di una ditta specializzata, bisogna mettere in sicurezza il versante e fare sì che la criticità non si ripresenti. Perciò, mentre continuiamo a sperare nel contributo regionale, stiamo comunque lavorando come Comune ad un piano di intervento straordinario, per ovviare al problema, e contiamo di riuscire a dare una risposta agli abitanti del paese entro l'inverno».
Irola attende. Ma, per le difficoltà lamentate, rischia lo spopolamento: non solo per il problema della viabilità. «Siamo consapevoli che i Comuni hanno pochi soldi, – commentano in paese – ma a Irola di sopra c’è un’altra frana da tempo. E dal terremoto di gennaio la chiesa è stata chiusa. Per assistere alla messa, la gente è costretta a scendere a Filetto o in altre zone vicine, oppure a guardare la messa che viene trasmessa dalla televisione».
Cinzia Carpita
Cristiano Borghini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
