Il Tirreno

«E ora ci prendiamo i beni estimati»

di Alessandra Vivoli
«E ora ci prendiamo i beni estimati»

L’assessore Vannucci: non è più solo una questione di principio ma in gioco ci sono soldi che ora mancano al Comune

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CARRARA. Dagli arbitrati con gli industriali delle cave alla battaglia per i beni estimati: si annuncia un autunno caldo per il pianeta del marmo su cui, come peraltro già annunciato dal sindaco Zubbani durante la campagna elettorale, l’amministrazione ha deciso davvero di dare una svolta.

E così, dopo la querelle per le tariffe sull’escavazione, conclusa con al rottura del tavolo delle trattative con Assindustria, le cifre ricalcolate dal Comune (pubblicate nei giorni scorsi sul nostro giornale), le stime riviste e quelle contestate in attesa di arbitrato, entra nel vivo anche la questione dei beni stimati con un messaggio chiaro dell’assessore al settore marmo Andrea Vannucci: «Sarà uno dei primi punti in agenda al rientro dalle ferie: è un tema dal retaggio antistorico che deve essere risolto».

A settembre al via gli arbitrati Sono dieci i concessionari di cava che hanno contestato le tariffe calcolate dal Comune e, quindi, deciso di ricorrere alla via legale dell’arbitrato. L’elenco comprende: la cava Calacata, Bettogli Z. Mossa, Bettogli B, Fiordichiara A, Tagliata, Carbonera B, Strinato B, Fantiscritti B,Calocare A, Querciola.

I tempi, adesso, sono davvero stretti: a settembre comincerà l’iter degli arbitrati.

«Subito all’inizio di settembre cominceremo gli incontri fra gli arbitri, e tutta la procedura prevista per legge - annuncia l’assessore Vannucci - Intanto, per chi ha deciso di intraprendere questa strada da parte dell’amministrazione sono stati applicati, prudenzialmente, i sette decimi della tariffa, come da regolamento». E,da parte del Comune, è stato pure individuato l’arbitro per questa delicata battaglia legale: si tratta del direttore del settore marmo, Marco Tonelli.

Le dieci aziende impegnate nell’arbitrato hanno scelto in alcuni casi i loro direttori di cava, ma anche professionisti e avvocati. Infine o anche il tribunale nominerà il suo “arbitro”, per poi entrare nel vivo della procedura che dovrà stabilire, attraverso le tre voci di raffronto, la validità o meno delle stime ricalcolate dal Comune sui marmi escavati.

Vannucci: il tema dei beni estimati deve essere risolto L’assessore Vannucci entra nel vivo delle tematiche che agitano il settore marmo. E commenta così la pubblicazione delle tariffe applicate dal Comune sui valori medi del’escavazione.

«Cosa emerge da questi dati? - si chiede l’assessore - Innanzitutto un problema la cui soluzione non può davvero più essere rinviata. È molto semplice: le cave che hanno i beni estimati pagano di meno, anche rispetto a quanto stabilito dia nuovi calcoli. Non è più una questione di principio, un retaggio anti storico con cui ormai da tempo dobbiamo fare i conti. Ma si tratta di un contenuto economico importante per le casse del nostro Comune. E, quindi proprio per questo motivo, subito dopo le ferie la questione dei beni estimati sarà inserita nell’agenda dell’amministrazione».

La questione economica Ma a cosa si riferisce l’assessore Vannucci quando parla di contenuto economico legato ai beni estimati? Al fatto che nei mappali di cava vi sono dei cosiddetti “beni estimati”, una zona franca di proprietà, nonostante una sequela di pareri legali cominciata già durante el’amministrazione Segnanini. Il sindaco Zubbani, e ora anche Vannucci, hanno annunciato una battagli per riportare i beni estimati sotto il regime degli agri marmiferi comunali .

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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