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Cava per cava, ecco il valore dei blocchi e le tariffe che pagheranno gli industriali

Cava per cava, ecco il valore dei blocchi e le tariffe che pagheranno gli industriali

Il marmo più pregiato del mondo, lo statuario della cava 68 Bettogli B, della ditta Bettogli Marmi (Franchi e Soldati), ha un prezzo medio la tonnellata di 450 euro

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CARRARA. Sul sito internet del Comune sono apparsi i valori medi attribuiti ai blocchi escavati nelle circa ottanta cave attive dei nostri bacini. Il valore medio serve per attribuire il contributo regionale (il 5 per cento) e il canone di concessione (l’8 per cento). Il canone di concessione è variabile perché alcuni mappali sono “beni estimati”, in sostanza “di proprietà” e non soggetti a pagare quanto definito dal regolamento degli agri marmiferi.

Ne emerge così che il marmo più pregiato del mondo, lo statuario della cava 68 Bettogli B, della ditta Bettogli Marmi (Franchi e Soldati), ha un prezzo medio la tonnellata di 450 euro. Un po’ meno vale lo statuario della cava 67 Bettogli Zona Mossa della ditta ditta Vanelli Aldo Marmi di Giorgio Vanelli; della cava 102 Calocara A della ditta Gemignani e Vanelli (che ha anche la tariffa comunale più alta, 37,45 euro la tonnellata); e della cava 103 Calocara B della ditta Fb Cave (Mazzi-Brizzi): 400 euro di media la tonnellata. Alla cava 17 Ruggetta A, della ditta Calacata Crestola dei fratelli Borghini, è attribuito un valore medio (16,25 euro di canone di concessione, moltiplicato per venti) di 325 euro la tonnellata. Valore medio appunto: se mille tonnellate vengono vendute, poniamo, a mille euro, incasso lordo un milione, vuol dire che le successive cinquemila vengono vendute a circa 200 euro, qualcosa meno, e si arriva a 325 euro di media.

La grande maggioranza delle aziende ha accettato le stime dell’amministrazione: quindi pagano il 5% sul valore medio come contributo regionale, più l’8 per cento di canone di concessione. Ci sono poi ditte che non hanno accettato il valore medio imposto dal Comune e hanno chiesto un arbitrato: queste ditte pagano, nelle more del giudizio, i sette-decimi del canone di concessione (se dovuto). Ci sono inoltre cave che inizialmente non avevano accettato la stima, hanno chiesto una revisione, e dopo la revisione hanno accettato la nuovo stima. Anche per loro il canone è definitivo (ovvero biennale, questi canoni hanno quasi tutti scadenza il 31 dicembre 2013). Per quanto riguarda la classifica delle tariffe, al primo posto troviamo la Calocara A di Gmignani e Vanelli con 37,45 euro la tonnellata complessivi, seguita dai 29,63 euro della Ruggetta A dei Borghini e dai 26,77 euro di Mazzi-Brizzi della Calocara B. Un bel salto rispetto ai 13,50 euro dell’accordo precedente. Sul sistema tariffario pesano ancora gli arbitrati e alcuni ricorsi al Tar.

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