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simoncini agli altri sindaci

Riduciamo i Comuni a 3 o 4 per aiutare la Lunigiana

Riduciamo i Comuni a 3 o 4 per aiutare la Lunigiana

AULLA. Il sindaco Roberto Smoncini torna a cavalcare un tema a lui caro, quello della fusione dei Comuni lunigianesi, auspicando che possa essere organizzato un evento pubblico ad hoc in autunno....

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AULLA. Il sindaco Roberto Smoncini torna a cavalcare un tema a lui caro, quello della fusione dei Comuni lunigianesi, auspicando che possa essere organizzato un evento pubblico ad hoc in autunno. Così ha scritto ai colleghi sindaci lunigianesi e, per conoscenza, al prefetto e al presidente della Regione, per iniziare una « riflessione politico amministrativa sul futuro che attende i nostri enti e sulle opportunità che potrebbero derivare da una fusione possibile, ragionata e funzionale dei nostri Comuni».

Simoncini precisa subito di non pensare a un Comune unico per tutta la Lunigiana, «ma a tre, massimo quattro nuove aggregazioni comunali rispetto alle quattordici attuali, che consentirebbero di avere strutture comunali adeguate e in grado di dare migliori risposte ai cittadini e alle imprese, con un più efficace utilizzo delle sempre più scarse risorse finanziarie, che per oltre il 70% provengono dai cittadini che risiedono o hanno immobili nei nostri territori».

«Dopo essere diventati con l’Imu i gabellieri per conto dello Stato, saremo presto nella condizione – prosegue Simoncini – di governare enti con equilibri finanziari impossibili da mantenere, se non aumentando ulteriormente, in modo insostenibile, la pressione fiscale sui nostri cittadini o azzerando completamente i servizi oppure fornendoli a costi insostenibili per le famiglie».

Propone anche, nel contesto dei Comuni accorpabili, la gestione da parte dell’Unione di Comuni montana della Lunigiana, «una serie di servizi di area più vasta (polizia locale, raccolta rifiuti, Protezione Civile, pianificazione sovracomunale); l’Unione, tra l’altro, con ogni probabilità, diventerà la destinataria finale di nuove funzioni a seguito del riordino delle Province. Credo, quindi, che sia venuto il tempo di utilizzare le risorse che lo Stato eroga per dieci anni ai Comuni che si fondono, pari al 20% dei trasferimenti erariali attribuiti per il 2010: solo per Aulla sarebbero complessivamente circa 6 milioni di euro; inoltre, la Regione ha previsto, per cinque anni, per i nuovi Comuni nati dalle fusioni. complessivi 3 milioni di euro. Senza contare che dal 2016 la Regione Toscana potrebbe decidere unioni forzose per i piccoli Comuni».

Simoncini è consapevole delle possibili obiezioni: «i campanili, le specificità territoriali, la storia delle comunità, il rischio di aumentare la marginalità delle frazioni e delle zone più periferiche spesso abitate da una popolazione anziana, con servizi assenti. La gravità della situazione, però, impone a tutti un supplemento di impegno innovativo e di lungimiranza».

Gianluca Uberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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