Il Tirreno

Ora Cermec “succhia” meno soldi

di Claudio Figaia
Ora Cermec “succhia” meno soldi

Migliorano i conti, ricapitalizzazione diluita: il Comune dovrà versare “solo” 1,1 milioni: il 50%

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MASSA. Migliorano i conti di Cermec, diventa più leggero il salasso che il Comune di Massa (e, con esso, quello di Carrara) si è impegnato a subire per ripianare il bilancio della società.

I due municipi, soci di riferimento dell’azienda con il 48% delle azioni ciascuno, devono ripianare il maxi debito accumulato da Cermec negli anni della gestione-scandalo. Attraversi una ricapitalizzazione necessaria per evitare il fallimento e per condurre a buon fine il concordato preventivo (procedura in base a cui i creditori accettano di essere “saldati” in misura ridotta), che prevedeva, per quest’anno il versamento di circa 4,4 milioni di euro. Cioè, 2,2 (sempre all’incirca) milioni per Massa e altrettanti per Carrara. L’aumento di capitale per quest’anno, invece, si ridurrà del 50%, cioè 1,1 milioni di euro per ciascuno socio. Si tratta, dunque, soltanto di un rinvio dei pagamenti pattuiti, che potrà trasformarsi in un reale risparmio per i Comuni (e, quindi, in ultima istanza, per i contribuenti) soltanto se il trend positivo di Cermec continuerà nei prossimi mesi. Ossigeno, comunque, per le casse di palazzo civico alle prese con i problemi del taglio dei trasferimenti e della necessità di rispettare il patto di stabilità.

A consentire il miglioramento dei conti di Cermec è stata la convergenza di tre fattori. Da una parte il conto economico in sè: l’arrivo dei rifiuti dalla Spezia e dalla Versilia durante l’emergenza dei mesi scorsi (non quelli della Lunigiana: la questione, tutta politica, è ancora in stallo) ha aumentato la produzione e, quindi, gli introiti che i Comuni pagano per portare i loro rifiuti all’impianto di via Gotara.

Poi, l’allungamento nel tempo degli investimenti in macchinari: l’installazione di una linea per la trasformazione del multimateriale leggero (vetro, lattine ecc.) verrà finanziato negli anni prossimi e, perciò, peserà meno sul bilancio. Mentre lo spostamento di parte delle attività e dei capannoni da un’area oggi in affitto a un’altra di proprietà, consente un qualche risparmio.

Infine, c’è da considerare uno spostamento dei tempi del concordato preventivo. L’omologazione davanti al giudice è slittata alla fine di settembre e, dunque, il pagamento dei creditori è stato rinviato.

La situazione di Cermec resta quella di un paziente grave: il buco è di circa 16,5 milioni, gli impianti continuano a essere sfruttati a un regime più basso di quello per cui sono stati progettati (con conseguente aumento tendenziale della Tarsu) e la “partita” del fallimento di ErreErre (di cui Cermec è socio) è tutt’altro che chiusa. Il bilancio 2011 chiuso in sostanziale pareggio (dopo anni di “rosso”, l’ultimo di 1 milione di euro) e questa ultima novità del diminuito fabbisogno di nuovi capitali lasciano tuttavia intravedere la possibilità di un futuro meno pesante. Anche, si spera, per la tassa sui rifiuti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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