La manifestazione
Caos WindJet, famiglia bloccata a Mosca
Imprenditore sborsa 1.300 euro per riportare a casa moglie e figlie. Alitalia chiede 250 euro anche per la piccola di un anno
MASSA. I quattro biglietti aerei che avrebbero dovuto riportare moglie, suocera e due figlie in Italia da Mosca sono diventati improvvisamente carta straccia. E così Antonio De Bari, imprenditore pugliese con casa e affari a Massa, ha dovuto sborsare altri 1.352 euro per poter riabbracciare la famiglia bloccata in Russia: 250 di biglietto e 88 di tasse aeroportuali a testa. Che non sono state risparmiate neppure alla più piccola delle bambine, di appena dodici mesi.
L’imprenditore è uno dei 300mila passeggeri in tutto il mondo finiti nelle turbolenze della WindJet, la compagnia siciliana che ieri ha deciso lo stop dei voli, lasciando a terra i clienti. «Come ogni anno con mia moglie Natalya e le nostre due bambine, Daniela e Cristina, di 12 mesi e 4 anni, passiamo un periodo dai miei suoceri a Ivanovo, 400 chilometri a nord di Mosca, paese di nascita di mia moglie – spiega De Bari – e come ogni anno abbiamo scelto WindJet perché ha un volo diretto Pisa-Mosca».
Il capofamiglia compra i biglietti con largo anticipo, in primavera, per risparmiare il più possibile. Quattro biglietti, 608 euro in tutto. «Io, per motivi di lavoro, sono rientrato il 17 luglio – spiega ancora Antonio – loro sono rimaste ancora un po’ e dovevano tornare il 14 agosto».
Ma qualche giorno fa, guardando il telegiornale, Antonio viene a sapere che la compagnia rischia di vedersi ritirare la licenza di volo. «Non avevamo idea di questi problemi, nessuno ci ha detto niente. Anzi, una settimana fa WindJet mi ha mandato una newsletter per sollecitarmi a fare altri viaggi con loro e ieri sul sito si potevano ancora comprare biglietti».
Ieri, il tracollo. La compagnia spegne i motori ai suoi aerei e Natalya, Daniela, Cristina e la nonna rimangono a terra. Con loro, altri 300mila passeggeri. Cinque compagnie aeree, tra cui Alitalia, predispongono la cosiddetta “riprotezione”: pagando al massimo 80 euro, dicono, il volo perso con WindJet si recupera con loro.
«Io, però, ho dovuto pagare 250 euro a persona – spiega De Bari – compresa la bambina di un anno che non occupa nemmeno il posto, visto che deve obbligatoriamente viaggiare in braccio alla mamma. Il suo biglietto di andata è stato puramente simbolico, 20 euro».
Natalya, Daniela, Cristina e la nonna atterreranno finalmente domani a Roma e da lì prenderanno un altro volo per Pisa. Ma resta l’amarezza. «Alitalia – conclude De Bari – ci ha chiesto anche 88,01 euro di tasse aeroportuali a testa. Ho detto che le avevo già pagate con WindJet; hanno risposto che non possono farci niente. Insomma, il biglietto a prezzo pieno di WindJet l’ho pagato 608 euro, la riprotezione “di cortesia” 1.352. E questa la chiamano una tariffa agevolata».
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