Il Tirreno

«Terreni ai giovani per fare impresa»

«Terreni ai giovani per fare impresa»

E’ la richiesta degli apicoltori che celebrano a Mulazzo la qualità del miele Dop di Lunigiana: difendiamo la biodiversità

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MULAZZO. Il miele Dop di Lunigiana ed i suoi preziosi e dolcissimi derivati, insieme ai prodotti locali sono lo strumento per valorizzare il territorio, difenderlo e tutelarlo dall'abbandono e dall'avidità. La Festa dell'Api-Cultura, a Mulazzo, ha, in questo senso, più di un significato. Non è solo una festa, bellissima e suggestiva, che si snoda tra i vicoli mostrandoti la parte più sana della Lunigiana, è uno straordinario momento di promozione delle eccellenze dopo l’alluvione dello scorso inverno che ha messo in ginocchio tutta la Lunigiana. La ferita è ancora aperta: «Le produzioni tipiche, il miele, come il vino, e tutte le particolarità enogastronomiche della nostra comunità - ha spiegato Loris Rossetti, lunigianese, e presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio Regionale, – sono il primo vero momento di tutela del nostro territorio e dell'identità del nostro paesaggio; sono uno strumento per salvaguardarlo. Investiamo molto nella ricostruzione e nella manutenzione, ma l'obiettivo deve essere arrivare ad investire di più nella valorizzazione dei prodotti».

Va proprio in questa direzione l'opera degli apicoltori: «Manteniamo la biodiversità e la sua tutela: la Dop - ha ricordato Andrea Guidarelli, presidente del Consorzio di Tutela del Miele Dop - ha spinto tanti hobbisti a diventare impresa». Secondo il presidente di Toscana Miele, il più grande (800 iscritti) e più importante consorzio di apicoltori della regione, Mario Andreini, l'apicoltura ha grandi margini: «C'è spazio per i giovani in questo settore ma dobbiamo favorire un ricambio generazionale. Ci sono migliaia di ettari, in tutta la regione, abbandonati e che non possono essere raggiunti: ci passano di fronte fiumi di nettare senza poterli raccogliere, e ci sono tanti giovani disoccupati. Diamo i terreni a chi li chiede, ma prima rendiamoli accessibili».

Sulle produzioni tipiche ha investito tutto il suo mandato Domenico Ceccotti, assessore provinciale all'Agricoltura che ha ammesso di "arrabbiarsi" quando non trova i nostri prodotti nei ristoranti: «Serve un cambio culturale anche da parte di chi propone vini, piatti, ricette». Fondamentale per questa edizione il contributo dell'Unione Comuni Montana Lunigiana: «È un appuntamento di cui siamo molto orgogliosi - dice il vicepresidente Enzo Valerio – che ci permette di fare un punto sulle misure adottate a tutela della risorsa, e di presentare a residente e turisti la qualità e la versatilità dei nostri prodotti dell'alveare». E il presidente Cesare Leri ribadisce «l'importanza della sinergia tra operatori privati ed Enti pubblici. Questa due giorni vuol essere soprattutto un momento di festa da condividere con gli operatori che con grande impegno e passione si dedicano a questa attività».

Forte il sostegno da parte anche del Gal Lunigiana «che a questo settore ha sempre dimostrato particolare attenzione», conferma il presidente Nino Folegnani.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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